In occasione della prima conferenza internazionale di "RoboSoft", ospitata a Livorno dal 24 aprile ad oggi, 15 robot super sofisticati hanno avuto la possibilità di sfidarsi in "giochi senza frontiere". Livorno ha avuto la possibilità di ospitare la prima tappa di questa conferenza, portando in toscana più di 300 scienziati e ricercatori da tutto il mondo, ciò è stato possibile grazie anche a una grandissima collaborazione da parte dell'Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa.

L'Italia leader assoluto nell'innovazione tecnologica

L'Italia si conferma ancora una volta leader europeo in campo di robotica e tecnologia, ospitando la conferenza di RoboSoft dove, come accennato in precedenza, quindici robot costruiti con materiali come gomma e silicone ed ispirati a forme animalesche si sono dati battaglia in due diverse sfide (manipolazione, locomozione) lungo un percorso ad ostacoli appositamente creato sul lungomare della città di Livorno.

Nella sfida di locomozione, la quale consisteva nell'attraversare lunghi campi sabbiosi, è stato "Spyro II" a trionfare, il robot italiano costruito dall'istituto italiano di tecnologia di Pontedera ha surclassato i due robot "Loco Sheet" e "Vine robot", rispettivamente di costruzione coreana e americana, che si sono classificati al secondo e terzo posto. Per quanto riguarda la sfida di manipolazione, la quale consisteva nel maneggiare oggetti fragili senza distruggerli, il robot "Arm" di costruzione inglese si è aggiudicato la vittoria, alle sue spalle "Echelon 3" e "Br2 manipolato" che si sono aggiudicati il secondo e il terzo posto, i due robot sono rispettivamente di costruzione francese ed americana.

L'innovazione robotica soft presentata a Livorno

I robot che sono stati presentati alla conferenza internazionale che ha avuto luogo a Livorno, sottolineano come l'utilizzo di materiali soft esempio la gomma o il silicone possa rendere i robot in grado di muoversi, maneggiare oggetti fragile, aprire porte e fare tanto altro senza recare alcun danno a se stessi o all'ambiente che li circonda.

In una prospettiva futura, ciò potrebbe permettere il loro impiego in molti campi dalla medicina al soccorso di persone in luoghi sperduti. Con questo nuovo modo di costruire i robot non si vuole affatto eliminare quelli già presenti, bensì affiancarli uni agli altri al fine di ottenere la massima efficienza.