In un articolo pubblicato da TechCrunch il 21 gennaio 2026, Zanskar contesta le stime ufficiali del Department of Energy (DOE), secondo cui le risorse geotermiche statunitensi potrebbero generare fino a 60 gigawatt entro il 2050 — circa il 10 % dell’elettricità negli Stati Uniti. Carl Hoiland, cofondatore e CEO della startup con base nello Utah, afferma che tali cifre sono troppo conservative, perché non tengono conto del potenziale dell’energia geotermica convenzionale, ritenuta trascurata e sottostimata.

Hoiland sostiene che, grazie allo sfruttamento di tecniche di perforazione modernizzate e all’intelligenza artificiale, l’industria potrebbe incrementare sia il numero di siti geotermici scoperti sia la produttività per sito, traducendo le potenzialità da decine di gigawatt a una scala terawatt di opportunità.

Zanskar afferma di aver già riavviato una centrale geotermica in New Mexico e individuato due nuovi siti con potenziali superiori a 100 megawatt complessivi.

Il ruolo dell'AI nell'esplorazione geotermica

L’approccio di Zanskar si basa su un modello di machine learning supervisionato, alimentato con dati provenienti da scoperte accidentali e da prospezioni precedenti. Una volta identificati localmente i siti promettenti, vengono inviati team sul campo per validare il potenziale, utilizzando un metodo chiamato Bayesian evidential learning (BEL), che fissa delle ipotesi iniziali e calcola le probabilità di successo, correggendo i gap informativi. Il risultato è un motore di simulazione geotermica che permette di focalizzare l’esplorazione là dove ha maggior senso e di minimizzare i costi per i pozzi infruttuosi.

Finanziamenti e obiettivi di crescita

Il modello di esplorazione data-driven ha già convinto investitori istituzionali: Zanskar ha raccolto 115 milioni di dollari in un round di Serie C guidato da Spring Lane Capital e con la partecipazione di Lowercarbon Capital e altri fondi climate-tech. Il CEO dichiara che nei siti individuati fino ad oggi ci sarebbe sufficiente potenziale per supportare almeno un gigawatt di capacità installata. L’obiettivo è trovare almeno 10 siti confermati per accedere ai finanziamenti di project finance e superare la soglia critica — il cosiddetto valley of death — in cui molte startup climatiche sono rimaste bloccate.

Strategia e futuro del settore geotermico

Il cuore della visione di Zanskar è che l’energia geotermica convenzionale, spesso ignorata in favore dei sistemi geotermici avanzati (EGS) basati su fratturazione, dispone di una risorsa ancora ampiamente sottoutilizzata.

Secondo l’azienda, fino al 95 % dei sistemi geotermici non mostra manifestazioni superficiali e viene scartato dai metodi tradizionali — concludendo che “li troviamo per caso. È un’applicazione perfetta dell’AI”.

Se confermata su scala, questa prospettiva può determinare un cambiamento di paradigma nel mix energetico, mettendo l’accento su fonti carbon-free affidabili e disponibili 24/7, che non dipendono da variabilità meteorologiche e possono sostenere la transizione a lungo termine.

Zanskar non promette cambiamenti epocali senza prove concrete: Hoiland non afferma di aver risolto tutte le sfide esplorative e infrastrutturali, ma ritiene che la “futura dell’esplorazione” sia già tracciata, e i risultati già ottenuti ne confermino la validità.

In un momento in cui l’attenzione pubblica e finanziaria è concentrata sui sistemi geotermici avanzati e sul fracking caldo, la strategia “AI-first” di Zanskar rappresenta una risposta sobria e analitica al tema dell’energia geotermica: un richiamo ad ampliare il campo visivo, rivalutando tecnologie esistenti con nuovi strumenti, invece di inseguire mode tecnologiche all’ultimo grido.