La recente introduzione della funzione “Expert Review” da parte di Grammarly ha suscitato un acceso dibattito. La promessa è di offrire suggerimenti stilistici basati sulla prospettiva di autori famosi e giornalisti riconosciuti. Tuttavia, la novità si rivela controversa poiché nessuno dei nomi citati ha partecipato attivamente alla revisione dei testi né ha autorizzato l’uso della propria identità, sollevando seri dubbi sul termine “expert” e sulle relative implicazioni etiche e legali.

Il funzionamento di Expert Review secondo le prime analisi

Secondo quanto riportato, la funzione è stata integrata nell’agosto 2025 come parte di un pacchetto più ampio di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. All’interno dell’editor, Grammarly presenta suggerimenti attribuiti a figure note come Casey Newton, Kara Swisher, Timnit Gebru e altri, senza che questi intervengano direttamente nel processo di revisione. Grammarly giustifica l’utilizzo di questi nomi come riferimenti tratti da lavori pubblicati e comunemente citati. La guida utenti specifica che tali riferimenti hanno una valenza puramente informativa e non implicano alcuna affiliazione o approvazione da parte dei soggetti menzionati.

Ciononostante, l’uso del termine “expert review” è stato definito fuorviante, poiché, come sottolineato, “non sono revisioni esperte, perché non ci sono ‘esperti’ coinvolti”.

Critiche sul piano etico e legale

Diverse analisi evidenziano come Expert Review simuli personalità reali senza un preventivo consenso, sollevando interrogativi fondamentali sul diritto all’identità e sulla proprietà intellettuale. Esiste il rischio concreto che gli utenti siano indotti a credere di ricevere feedback autentici da professionisti del settore, quando in realtà si tratta di pattern stilistici generati dall’IA. Un ulteriore approfondimento suggerisce che questa mossa possa rappresentare una leva per nuovi ricavi premium, ma mette in guardia sulle possibili conseguenze legali.

Le figure citate includono anche studiosi scomparsi, il che apre la porta a potenziali rivendicazioni da parte delle loro famiglie o eredi. In assenza di politiche chiare o autorizzazioni esplicite, tale meccanismo rischia di trasformarsi in una trappola reputazionale e finanziaria per l’azienda.

Posizionamento e monetizzazione nella strategia aziendale

Grammarly, ora parte di una visione strategica più ampia, sta ridefinendo il proprio modello di business come piattaforma di AI avanzata. Expert Review sembra essere un elemento cardine di questa strategia premium, mirata ad accrescere la percezione di valore e incentivare gli upgrade nei piani di abbonamento. Nonostante l’intento commerciale, la scelta di costruire fiducia su nomi autorevoli simulati potrebbe rivelarsi controproducente, qualora gli utenti o i soggetti coinvolti reagiscano negativamente o intraprendano azioni legali.

Un termine ingannevole: quando “expert” non significa esperto

Il termine “expert review” è intrinsecamente ingannevole, poiché suggerisce un’autenticità che di fatto manca. Le persone menzionate – giornaliste, autrici, accademiche – non hanno fornito alcuna revisione effettiva. Le loro prospettive stilistiche vengono replicate da modelli statistici, piuttosto che da un giudizio critico umano. Il rischio è quello di normalizzare la simulazione di reputazioni professionali, diminuendo il valore e la fiducia nei feedback generati dall’intelligenza artificiale.

Possibili scenari futuri e reazioni attese

Il futuro di Expert Review dipenderà in larga misura dalla risposta pubblica e legale. Qualora si innescasse una battaglia reputazionale o legale, Grammarly potrebbe essere costretta a modificare o ritirare la funzionalità.

In alternativa, una difesa aggressiva del servizio potrebbe intensificare le tensioni e attirare indagini sul diritto all’immagine e sulla rappresentazione digitale non autorizzata. Per gli utenti, è fondamentale approcciarsi con la dovuta consapevolezza: si tratta di consigli stilistici generati da un’AI, non di feedback umani qualificati. In sintesi, Grammarly ha introdotto una funzione dall’impatto potenzialmente elevato dal punto di vista commerciale, ma affetta da incongruenze semantiche ed etiche difficili da ignorare. Il termine expert dovrebbe indicare competenza umana reale: in questo caso, tale linea è stata superata.