In un mercato dove molti venture capitalist si allontanano dal climate tech, Mike Schroepfer, ex CTO di Meta, compie una mossa controcorrente. Il suo fondo, Gigascale Capital, ha annunciato la raccolta di un nuovo fondo da 250 milioni di dollari. Questo capitale è destinato a startup impegnate nella “ricostruzione dell’economia fisica” attraverso soluzioni tecnologiche climatiche, con un focus strategico su energia, infrastrutture di rete e materie prime critiche.

Il rilancio del climate tech come scommessa strategica

Il fondo da 250 milioni di dollari rappresenta la prima raccolta a livello istituzionale per Gigascale Capital.

Fino a poco tempo fa, il progetto era sostenuto esclusivamente da risorse personali di Schroepfer, ma ora si apre a investitori esterni, segnando una significativa maturazione.

La strategia di investimento si concentra sui settori dove i vincoli fisici sono più evidenti: energia pulita, automazione, infrastrutture di rete e catene di fornitura resilienti. Queste aree sono diventate prioritarie a causa di trend globali come l’elettrificazione accelerata, il reshoring industriale, l’avanzamento dell’AI e il peggioramento del cambiamento climatico, che mettono sotto pressione sistemi tradizionali. Il fondo ha già iniziato a distribuire capitali, evidenziando un’accelerazione concreta delle sue attività.

Performance come driver dell’adozione climatica

Schroepfer sostiene una tesi pragmatica: l’impatto climatico positivo deriva da sistemi superiori in termini di costo, velocità e affidabilità. “Le aziende che supportiamo vincono perché sono più economiche, più veloci e più affidabili: così si scala l’adozione. L’impatto climatico è il risultato di sistemi che performano meglio”, ha dichiarato. Un esempio eloquente è il settore del solare, la cui crescita esponenziale da 40 a 600 gigawatt all’anno è stata guidata dalla sua maggiore economicità, non da un’intrinseca virtù.

Un portafoglio tecnico e diversificato

Il nuovo fondo prosegue la strategia di investimento di Gigascale, che ha già supportato startup di spicco nel climate tech.

Tra queste figurano Commonwealth Fusion Systems, Heron Power (specializzata in trasformatori avanzati), Mill, Form Energy, Radiant (attiva nei micro-reattori) e Solcoa (focalizzata sul riciclo di magneti di terre rare). Questo portafoglio riflette una visione multi-dimensionale che va oltre la mera generazione energetica, abbracciando anche infrastrutture e supply chain.

Il background tecnico e la filosofia operativa

Gigascale Capital è un veicolo di investimento ad alto contenuto tecnico, che trae vantaggio dall’esperienza di Schroepfer nella gestione di infrastrutture su larga scala in Meta. Il fondo valuta le startup con rigore tecnico, privilegiando innovazioni hard-tech e deep-tech nei settori cruciali per la decarbonizzazione.

Questa impostazione, controcorrente rispetto ai fondi tradizionali orientati al software o alle politiche, offre a Gigascale un vantaggio distintivo nella valutazione e nel supporto operativo di startup che affrontano complesse sfide fisiche e ingegneristiche.

L’impegno di Schroepfer per il clima si estende anche a iniziative filantropiche parallele, come l’organizzazione Additional Ventures e il progetto Carbon to Sea, volto alla rimozione di CO₂ tramite interventi oceanici, dimostrando una coerenza strategica tra investimenti e azione filantropica.

Un segnale al mercato

Il lancio di questo fondo giunge in un momento in cui molti investitori stanno riducendo la loro attenzione al climate tech, scoraggiati da ritorni lenti.

Gigascale, al contrario, rilancia il settore puntando su soluzioni concrete e performanti. La sinergia tra efficienza tecnica e sostenibilità ambientale emerge come una leva competitiva decisiva per le startup. Ridurre i costi operativi, accelerare i tempi di implementazione e aumentare l’affidabilità infrastrutturale sono infatti precondizioni non solo per il successo di mercato, ma anche per un impatto climatico su larga scala.

In sintesi, il fondo da 250 milioni di dollari di Gigascale Capital rappresenta una scelta audace e razionale. Rilancia il climate tech su basi concrete, orientate alla performance e alla tecnologia sostenibile, delineando un potenziale nuovo modello per l’innovazione in questo settore.