Trenta nuove denunce, presentate dallo studio Edelson PC contro OpenAI, si aggiungono alle sette già avviate, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale. Le cause sono legate alla sparatoria di Tumbler Ridge del 10 febbraio 2026 e coinvolgono individui presenti nell'edificio scolastico, pur non essendo stati fisicamente colpiti. La questione cruciale: quando una piattaforma AI deve segnalare un rischio alle autorità?
Accuse e difesa di OpenAI
Le denunce ampliano il quadro giuridico, contestando negligenza e favoreggiamento dell'attacco.
Questo terreno legale è complesso, richiedendo dimostrazione di intento o partecipazione consapevole, potendo portare a richieste di archiviazione preliminari. Dipendenti OpenAI avevano espresso preoccupazioni sull'uso di ChatGPT da parte di Jesse Van Rootselaar, incluse conversazioni su violenza armata e pianificazione di un attacco.
OpenAI ha difeso la propria condotta, sostenendo che l'attività dell'utente non avesse raggiunto la soglia interna di "rischio imminente e credibile" per allertare le forze dell'ordine. La sicurezza AI è una sfida operativa: non basta rilevare un contenuto allarmante, ma è fondamentale stabilire quando si trasformi in minaccia concreta.
Il ruolo della British Columbia e la sfida probatoria
La vicenda ha assunto rilevanza istituzionale. Il governo della British Columbia ha incaricato avvocati per un'azione legale contro OpenAI, mirando a recuperare i costi pubblici, inclusi quelli per la ricostruzione della scuola. L'attorney general Niki Sharma ha affermato che nessuna azienda dovrebbe sottrarsi alle proprie responsabilità di fronte a rischi collettivi. Un professore dell'Università della British Columbia ha però introdotto cautela: la provincia dovrà dimostrare un nesso causale diretto tra le azioni o le omissioni di OpenAI e la tragedia. La questione si concentra sulla capacità probatoria dei tribunali.