Il governatore Gavin Newsom ha posto il veto al disegno di legge californiano SB 1130, riaprendo il dibattito sulla regolamentazione dei dispositivi indossabili e, in particolare, degli smart glasses. La questione cruciale è come bilanciare l’innovazione tecnologica con la necessaria tutela della privacy. La proposta mirava a vietare l’uso di tali dispositivi per registrare segretamente le persone, un tema sempre più rilevante in un mercato dove occhiali con videocamere, microfoni e funzioni di intelligenza artificiale stanno diventando accessibili e socialmente meno riconoscibili.

Il veto di Newsom: ampiezza della definizione e normative esistenti

La principale motivazione del veto di Newsom risiede nella definizione di "wearable recording device", giudicata troppo ampia o imprecisa. Il governatore ha espresso preoccupazione che tale ambiguità potesse generare incertezza applicativa e conseguenze indesiderate su una vasta gamma di prodotti, dagli smart glasses ai pendenti AI e altri accessori con sensori audio-video. Newsom ha inoltre ricordato l’esistenza di normative californiane già attive contro le registrazioni non consensuali in contesti privati.

La decisione, tuttavia, non risolve la problematica di fondo. Le leggi concepite per telefoni e videocamere tradizionali faticano ad adattarsi a oggetti indossabili che si mimetizzano con accessori quotidiani.

Ciò crea una frizione non solo normativa, ma anche percettiva: diventa difficile per un individuo capire se sta venendo registrato quando il dispositivo è un comune accessorio.

Dettagli della proposta SB 1130: sanzioni e indicatori visibili

Il disegno di legge SB 1130 avrebbe sanzionato l’uso degli smart glasses per registrare senza consenso in luoghi considerati privati, come spogliatoi e studi medici. Dal 2028, avrebbe imposto ai produttori l’inserimento di un indicatore visibile o un segnale equivalente sui dispositivi indossabili durante le registrazioni audio o video, vietando altresì tecnologie volte a occultare tali avvisi.

Le conseguenze previste includevano pene detentive o multe fino a 1.500 dollari per chi avesse registrato segretamente, e sanzioni fino a 2.500 dollari per i produttori non conformi.

Il successo di prodotti come i Meta Ray-Ban, con oltre 7 milioni di unità vendute nell’anno precedente, sottolinea la rapida diffusione di questi dispositivi e l’urgenza di un aggiornamento legislativo, come evidenziato dalla senatrice Eloise Gómez Reyes.

La limitazione dei segnali visivi nella tutela della privacy

La questione degli smart glasses evidenzia un limite intrinseco delle soluzioni basate unicamente su segnali visivi. Una semplice luce di registrazione, pur rappresentando un primo passo, potrebbe non essere sufficiente a garantire una piena tutela della privacy, specialmente in contesti dove la discrezione del dispositivo rende complessa la percezione immediata dell'atto di registrazione da parte di terzi.