In un momento di crisi e di disoccupazione sempre crescente ed allarmante, specialmente nel Sud dell'Italia ed in particolare per il genere femminile, ecco che due ragazze siciliane brevettanoabiti ricavati dagli scarti delle arance. Sì proprio da resti delle arance, quelle che sono state utilizzate per la spremuta. Come risaputo, proprio la Sicilia è il maggiore produttore di arance e l'idea dell'utilizzo degli scarti non poteva non venire che da due siciliane doc, oggi imprenditrici nel settore della Moda. L'idea piace e il mondo della moda, che è alla ricerca di novità, le accoglie a braccia aperte.

Quale la loro storia?

Adriana Santanocito 36 anni, Enrica Arena 28, ambedue di Catania, questi i nomi delle due creatrici di moda "ecosostenibile". Le due siciliane sono le ideatrici di "Orange Fiber", il tessuto ricavato dallo scarto delle arance con cui si realizzano abiti vitaminici che rilasciano sulla pelle i loro principi attivi. Partite dalla Sicilia, si sono conosciute a Milano. Adriana, fashion product manager, Enrica, esperta di comunicazione e cooperazione internazionale, opera nell'area marketing, comunicazione e responsabilità di impresa. L'attaccamento alla loro terra d'origine le ha portate a chiedersi se non si potessero riutilizzare gli scarti degli agrumi, per un qualcosa di ecosostenibile.

Ecco che nasce, allora, l'idea di un tessuto innovativo, prospettando così anche la risoluzione del problema dello smaltimento degli scarti dell'industria agrumicola. Da qui ha origine la loro storia, certamente ancora tutta da scrivere ma che sta facendo già discutere e riflettere.

L'idea passo dopo passo, prende corpo

Partecipano a diversi concorsi "di idee innovative" riuscendo spesso a conquistare un piazzamento d'onore ma soprattutto a farsi conoscere ed far circolare la loro idea tra il mondo della moda che conta, tanto da diventare "famose".

Da Milano, ove hanno lanciato l'idea, alla Sicilia per prendere contatti con produttori d'arancia e per cercare finanziamenti per la realizzazione del loro sogno. Dopo l'entrata di alcuni imprenditori ed investitori privati, Adriana ed Enrica ricevono la notizia che "Trentino Sviluppo" aveva deciso di finanziare il loro progetto, accogliendole nell'incubatore Ipoint di Rovereto.

Il loro sogno diventa realtà. Oggi Adriana ed Enrica sono arrivate a un prototipo, presentato in anteprima il16 settembre scorso all'Expo Gate di Milano nella giornata della Vogue Fashion Night Out. Un successo.

"Ci auguriamo di essere sul mercato con una prima collezione - dice Enrica - ossia un campionario di tessuti con fantasie, tramatura, tipologia e spessore diversi,acquistabile da febbraio 2015. Siamo già in contatto sia con alcuni brand storici del made in Italy sia con catene internazionali. L'idea piace e il mondo della moda è alla ricerca di novità. Ci auguriamo di consolidare nel giro di qualche anno la nostra presenza nel mercato dei tessuti innovativi e di iniziare una fase di internazionalizzazione del progetto".

"Chi non risica non rosica" dice un vecchio proverbio. L'esperienza delle due ragazze siciliane, ma soprattutto il loro ingegno e la loro tenace volontà, possono essere di sprono a chi oggi fa fatica a trovare un posto di lavoro? L'esperienza dimostra che l'autoimprenditorialità paga, se accompagnata da volontà, decisione e costanza.