Oramai si fanno statistiche e si introducono algoritmi dappertutto al fine di tradurre in percentuali tutto quello che può riguardare l’essere umano, ogni azione ovviamente ha un fine ultimo. L’ultima rilevazione effettuata, ha trattato l’argomento lettura e il risultato è stato decisamente imbarazzante: sono 4.300.000 i non lettori di Libri in Italia e il 60% della gente non sa nemmeno cosa significhi leggere.

Si legge pochissimo in Italia e alcuni non hanno mai aperto un libro

I dati sconvolgenti sul calo di lettori registrati in Italia vengono fuori dall’ultima rilevazione Istat.

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L’istituto di Statistica ha tracciato i profili del lettori e non lettori. I dati sono stati presentati ufficialmente e “Tempo di Libri”. Gli uomini tra i 25 e i 74 anni (65% circa) che leggono in Italia sono maggiori delle donne (51% circa); la percentuale sempre maschile aumenta nella fascia da 75 anni in su. Le donne invece vanno in controtendenza dopo il 65 anni non leggono affatto. Nei giovani si registra un 40% di non lettori, questo spaventa moltissimo e non è altro lo specchio di tutti gli “orrori" ortografici e non solo che si possono leggere sui social network.

Si fa un sospiro di sollievo solamente tra i bambini, dove c’è una lieve crescita di circa il 10% tra coloro che hanno dai 6 ai 10 anni; anche le fasce dagli 11 ai 14 anni fanno registrare l’aumento di lettori del quasi 14%, sempre rapportando i dati dal 2010 al 2016.

Analfabetismo è direttamente proporzionale a non lettore

Molto frequentemente chi non legge chi ha un basso livello d’istruzione. Secondo la rilevazione Istat i “non lettori” sono circa il 78% fra coloro che hanno solamente la licenza media, ma nemmeno i laureati se la cavano in quanto sembrerebbe che il 25% di loro non apra libro.

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I non lettori si trovano in maggioranza al Sud dell’Italia con circa il 70% a differenza del Centro Italia (56% quasi) e al Nord (50%). L’analfabetismo preoccupa moltissimo e si può tranquillamente rilevare anche senza indagini statistiche da quello che si scrive sui social network e soprattutto dal fatto che la maggior parte dei lettori del web non è in grado di riconoscere delle notizie fake.

Basso indice di lettura e sviluppo del paese

I lettori definiti forti leggono almeno un libro al mese, almeno è quello che hanno dichiarato.

Ma non è questo che crea allarme, spaventa di più la struttura dell’editoria italiana e il non mercato, perché è proprio questo il buco nero dove precipitano: istituzioni, editori, istruzione, lettori, non lettori, internauti, giornalisti, analfabeti e fancazzisti. Purtroppo viviamo nel “Bel Paese” all’occorrenza. Un basso indice di lettura influisce negativamente sullo sviluppo del paese.