Da regina dei social a volto legato al mondo dello sport, passando per un’esperienza in copertina: Elena Rizzello è una figura che incrocia moda, immagine e racconto personale. Con oltre 470 mila follower su Instagram, la sua presenza online non vive solo di pose studiate, ma anche di frammenti di quotidiano, viaggi e dettagli di vita privata condivisi senza eccessi.
Nata a Sora e veronese d’adozione, ha trovato nella città scaligera un punto d’approdo, oltre che una parte della propria identità pubblica: qui è stata presentata come madrina dell’Hellas Verona, assumendo un ruolo che l'ha avvicinata alla tifoseria e al club.
Al suo percorso digitale si intreccia anche una parentesi in edicola: nel 2015 ha posato per Playboy, una scelta che ha alimentato curiosità e visibilità portandola fuori dal perimetro dei social.
Oggi, forte di un’identità costruita nel tempo tra web e real life, Elena Rizzello si racconta a Blasting News.
Elena: 'Il mondo dei social era completamente diverso: c'era più spontaneità'
Conta una community molto ampia e affezionata sui social. Nel tempo la sua immagine è cambiata e si è evoluta: come descriverebbe il suo percorso da modella a creator digitale, e in che modo è mutato secondo lei il linguaggio della comunicazione online?
'In realtà ho iniziato quasi per caso. Un amico mi aveva consigliato Instagram perché aveva molti filtri divertenti: all’inizio pubblicavo solo per me, anche perché in Italia era ancora poco conosciuto.
Poi piano piano ho iniziato a condividere qualcosa in più, sono arrivati i primi follower e le prime collaborazioni. All’epoca il mondo dei social era completamente diverso: c’era più spontaneità, le collaborazioni nascevano in modo naturale, oggi invece è tutto molto più strutturato e competitivo. A un certo punto ho unito il mio lavoro da modella alla passione per i viaggi e per qualche anno mi sono dedicata alla travel content creation. È stato un periodo meraviglioso ma anche molto intenso, perché mi sono trovata spesso a viaggiare da sola e a fare i conti con parti di me che avevo messo da parte. Quando è nato Leonardo mi sono fermata per un po’. Non credevo abbastanza in me, ma mi mancava terribilmente il mio lavoro.
Così ho deciso di cambiare prospettiva e di raccontare la mia nuova quotidianità. È un percorso ancora in evoluzione, ma credo che la crescita passi proprio da lì. Il mondo dei social, nel frattempo, è cambiato tanto: oggi bisogna pubblicare con costanza e con contenuti di qualità altissima. C’è anche un aspetto che mi dispiace, la corsa ai numeri e ai follower acquistati, perché credo che il valore vero stia nella credibilità e nella connessione autentica con chi ti segue'.
I suoi follower la apprezzano per la naturalezza con cui si mostra e per la cura dei dettagli. C’è un aspetto del “dietro le quinte” che le piacerebbe far conoscere, qualcosa che racconti quanto lavoro c’è dietro la vita di una creator oggi?
'Il dietro le quinte che non si vede (o forse si) è che sono davvero disordinata! Prima di creare un contenuto devo sempre mettere tutto in ordine e questo già richiede tempo. Poi sono anche piuttosto goffa: ogni volta che provo a riprendermi succede qualcosa di buffo. Il sushi che mi cade dalle bacchette (che in teoria non mi succede mai!), oppure il posto che sembra sempre deserto ma diventa affollato non appena piazzo il telefono. Per fortuna ci rido su e anzi ho iniziato a condividere qualche disavventura anche sul mio canale privato. Da fuori non si percepisce quanto lavoro ci sia dietro ma oggi realizzare contenuti significa molto più che mostrare un prodotto o fare un unboxing. Bisogna creare uno storytelling, far sognare, trasmettere emozioni e autenticità.
Dopo la fase creativa c’è tutto il lavoro tecnico: il montaggio del video (a cui dedico almeno un’ora), la scelta delle musiche, degli hashtag, della caption e persino dell’orario perfetto per pubblicare. Insomma, dietro un contenuto c’è una vera e propria strategia — e tanta passione'.
Quanto bisogna separare, oggi, secondo lei, il ‘personaggio social’ dalla persona reale?
'Credo sia fondamentale ricordare che quello che vediamo online è solo la punta dell’iceberg. Ci sono profili che adoro seguire, dove tutto è perfetto: persone sempre in ordine, trucco impeccabile, capelli perfetti e outfit curati anche per fare le pulizie. Mi piace pensare che quella non sia la realtà, ma a volte quella perfezione mi sprona comunque a migliorarmi.
L’importante è essere consapevoli che non può essere tutto vero. Nel mio profilo, invece, cerco di essere autentica — nel bene e nel male. Racconto le cose belle ma anche le difficoltà, soprattutto quelle legate alla maternità. Mi piace il rapporto che ho con la mia community: ricevo spesso messaggi da mamme e papà che stanno vivendo le stesse situazioni e questo crea un legame bellissimo. Mi sento grata per la fiducia che tante persone mi dimostrano, anche se non mi conoscono di persona. A volte succede anche il contrario: quando sono io ad avere un momento no, trovo sostegno proprio lì, nei messaggi di chi mi segue. È incredibile pensare che, in un mondo virtuale, si possano creare connessioni così sincere — spesso più vere di certe amicizie nella vita reale'.
Rizzello: 'Essere scelta come madrina dell'Hellas Verona è stato per me un vero onore'
In passato è stata madrina dell’Hellas Verona, un ruolo che le ha regalato grande visibilità. Segue ancora la squadra? Si sente ancora legata alla città e ai tifosi che in quel periodo la identificarono come un volto simbolo?
'Assolutamente sì, seguo ancora la squadra con affetto. Essere scelta come madrina dell’Hellas Verona è stato per me un vero onore: ricordo perfettamente l’emozione del momento in cui sono stata contattata, non ci potevo credere. È un’esperienza che porterò sempre con me, perché mi ha permesso di vivere da vicino l’entusiasmo e la passione di una tifoseria unica. Verona per me è casa e con molti tifosi sono rimasta in contatto, anche attraverso i social.
L’Hellas ha una delle tifoserie più appassionate e autentiche d’Italia, e questo calore l’ho sentito fin dal primo giorno. Mi piacerebbe tornare più spesso allo stadio: mio figlio, tra l’altro, continua a chiedermi quando potrà fare il provino per l’Hellas… direi che la passione di mamma è già arrivata anche a lui'.
La sua esperienza per Playboy ha rappresentato un passaggio importante nel suo percorso. Col senno di poi, rifarebbe quella scelta oggi? E cosa pensa del modo in cui è cambiata la percezione della sensualità femminile nel mondo dei media e dei social?
'Resta una delle esperienze più importanti del mio percorso. Sono ancora oggi molto orgogliosa di quella copertina, anche perché prima di me hanno posato donne straordinarie come Ornella Muti, Iva Zanicchi, Barbara D’Urso, Tania Cagnotto e la mia preferita, Belen Rodriguez.
È stato un momento di grande crescita e visibilità, e non lo rinnego affatto. Oggi guardo però al mondo dei social con occhi diversi, anche perché sono mamma di una bambina. Mi spaventa un po’ vedere come la sensualità, che può essere un linguaggio bellissimo se espresso con eleganza, venga spesso confusa o strumentalizzata. Sono grata di aver iniziato in un periodo più “pulito”, in cui non esistevano ancora certe piattaforme e la priorità era la creatività, non la provocazione. Credo che oggi sia fondamentale trasmettere ai più giovani l’idea che il valore di una donna non passa dai like o dall’apparire, ma dal rispetto e dalla consapevolezza di sé.
'Da circa un anno ho iniziato una nuova fase una nuova fase, più consapevole e matura, che è coincisa con la vittoria agli Italy Ambassador Awards nella categoria Fashion'
Negli ultimi anni l’abbiamo vista impegnata in diversi progetti tra moda, comunicazione e social. C’è un’iniziativa o una collaborazione a cui tiene particolarmente e che la rappresenta in questa fase della sua carriera?
'Da circa un anno ho iniziato una nuova fase, più consapevole e matura, che è coincisa con la vittoria agli Italy Ambassador Awards nella categoria Fashion. È stato un riconoscimento che mi ha dato una grande spinta: mi ha ricordato quanto impegno ci sia dietro ogni mio progetto e mi ha riacceso la voglia di mettermi in gioco.
Questo premio ha acceso tante idee che sto coltivando con calma, perché credo che ogni cosa arrivi al momento giusto. Di recente ho firmato una nuova collaborazione che mi rappresenta pienamente, legata a un aspetto della mia vita in cui credo profondamente. Quando me l’hanno proposta non ho avuto dubbi: era perfettamente in linea con ciò che sono oggi e con i valori che voglio trasmettere'.
Se potesse tornare indietro, alla sua prima esperienza nel mondo dello spettacolo o dei social, che consiglio darebbe alla “Elena” di allora, quella che muoveva i primi passi e iniziava a costruire la sua immagine pubblica?
'Le direi che ogni lasciata è persa. Ho avuto tante proposte che ho rifiutato, un po’ per mancanza di autostima, un po’ per qualche ex geloso, un po’ per pigrizia.
Ho dei grandissimi rimpianti, ma oggi so che ogni scelta, anche gli errori, mi hanno portata a diventare la persona che sono. Se potessi parlare con me stessa di allora, le direi: credi sempre in te, osa senza paura e non lasciare mai che qualcuno decida al posto tuo. Il futuro è nelle tue mani, e tutto ciò che arriverà sarà ancora più grande di quanto immagini. Un saluto affettuoso a tutti i miei follower e a chi mi legge: grazie per seguirmi, per il sostegno e per condividere con me questo percorso. Continuate a credere in voi stessi e a inseguire i vostri sogni'.