Festività amare per gli implicati nella causa suirimborsi regionali folli. Dopo Pasqua entrerà nel vivo il processo per peculato ai danni della Regione e dello Stato che vede imputati, tra gli altri, l'ex governatore leghistaRoberto Cotae il suo assessore alla cultura,Michele Giovine. Nell'udienza di apertura, i pm Giancarlo Avenati Bassi edEnrica Gabetta, specializzati nelle inchieste per i reati contro la Pubblica Amministrazione ein quelli sulla cattiva gestione finanziaria, hanno tenuto una sapiente e severa premessa di carattere giuridico sull'ampiezza del reato commesso dagli imputati.

Nella fattispecie, si è parlato di truffa ma anche di grave danno d'immagine per le istituzioni e per i singoli chiamati in causa con le loro inattendibili rivelazioni, per cui si procederà individualmente.

Finora, dall'inchiesta è emerso l'utilizzo di quasi 2 milioni di euro per fini privati: "gratta e vinci", bagni turchi, cravatte, ricariche telefoniche, multe, pelletteria, valigeria, orologi, tablet, alberghi. Alle famose mutande verdi comprate da Cota, si è aggiunta la clamorosa contestazione dell'acquisto di"Sexploration",manuale di giochi proibiti per giovani coppie edeventuale titolo di un film hard online. In questo caso, però, il magistrato non ha indicato il nome di colui che ha effettuato l'acquisto "osé".

In merito alla vicenda delle mutande, l'ex governatore si era difeso, dicendo che era un costume da bagno e neppure verde. Tornando al manuale a luci rosse, il pm Enrica Gabetta, nota per gli arresti dei vigili che intascavano multe, ha affermato:“Acquisti come questi non possono rientrare fra quelli ammessi per l'attività di un consigliere regionale".

Dal tosaerba di Stara a Giuliano Soria

Allo stesso modo, rientra nel reato di peculato il tosaerba rimborsato dalla Regione con fondi statali al consigliere del Pd, Andrea Stara. Lo sprovveduto giovane politicoè salito agli onori della cronaca come "l'uomo del tosaerba". Così lo chiamano i compagni di partito che non gli hanno mai perdonatol'elezionecon "Insieme per Bresso", per poi subito uscirne e sedersi accanto alla sua ex compagna Paola Bragantini, ora senatrice del Pd.Sul banco degli imputati torneranno quei consiglieri che non hannoconfessato la colpevolezza, patteggiando la pena come la legge consente, o quelli che non hanno raccontato tutto e, ancor peggio, hanno scaricato la colpa sulle proprie segretarie o su altri politici, danneggiandone l'immagine.

In tutto erano una quarantina, ma 18 se la sono cavata con il rito abbreviato, patteggiando meno di due anni con la condizionale.La Regione e ilCodacons si sono costituiti fin da subito parte civile contro i consiglieri inquisiti. Tra questi, Maurizio Lupi dei Verdi Verdiha scelto il rito abbreviato, ma ha sempre sperato che non gli fosse contestata la truffa.

Intantorimane sulla graticolaGiuliano Soria, ex patron del Premio Grinzane Cavour, condannato in secondo gradoa 8 anni e 3 mesi per peculato e maltrattamenti a un giovane domestico. I giudici della Cassazione hanno accolto il ricorso della difesa, secondo cui la causa non spettava alla III sezione, competente sui reati sessuali, ma alla VI, che si occupa di pubblica amministrazione.

Reati, i suoi, commessi quando presiedeva la giunta regionaleMercedes Bresso che aveva patrocinato, comprato, distribuito e, di conseguenza, finanziato "in toto" insieme a Comune eUe, unmacabro libro per bambini: "Il gomitolo bianco" di Adela Turin. Non si tratta di unPinocchio cresciuto dal single Geppetto. Il testo, ufficialmente pubblicato per l'emancipazione femminile, racconta cruentemente alle piccole lettrici come le donne protagoniste arrivino a mozzarsi l'anulare con l’accetta, togliendosi la fede,per svincolarsi dal marito.