A vederla cosi, non sembra che una star del genere abbia potuto subire un tentativo di violenza carnale, ma da un'intervista al settimanale Chi emerge una storia che mai avremo voluto sentire. La protagonista è Maria Grazia Cucinotta sex-simbol pulito  degli anni 90, del cinema italiano,che è diventata famosa soprattutto per la sua bellezza mediterranea, e per il suo essere una delle più grandi attrici del dopo-guerra.

Eppure quando non era ancora del tutto nota all'opinione pubblica in quel di Parigi, avrebbe subito un tentato strupo che lei stessa racconta sulle pagine di Chi: "Ho provato anch'io sulla mia pelle la violenza degli uomini.

Quando avevo 20 anni mi ero trasferita a Parigi. Un pomeriggio per strada, un tipo mi ha seguito e mi ha messo le mani addosso. Ha cercato di strapparmi la felpa, ma sono riuscita a scappare dentro un portone e ho chiamato la polizia. Quando sono arrivati mi hanno detto Eh, ma tu sei mediterranea, li provochi. È per questo motivo che ho deciso di combattere attivamente contro laviolenza sulle donne".

Anche la risposta della polizia francese non fu delle migliori soprattutto quando si parla di violenza sulle donne; è faciloneria e demagogia affermare che solo se le donne si mettessero abiti più succinti, eviterebbero qualsiasi forma di violenza.

Ma non è sempre cosi e lo afferma anche la famosa attrice: "Ho disegnato apposta degli abiti sexy: una donna non deve vergognarsi di essere attraente, né avere paura di essere donna".

Quotiamo in pieno quanto affermato dalla Cucinotta che d'altra parte  ha deciso persino  di destinare l'intero ricavato della vendita di dieci capi disegnati da lei stessa  per la collezione primavera-estate 2014 di Maria Grazia Severi, alla Fondazione Pangea Onlus, sempre  attiva contro la violenza sulle donne in diversi Paesi nel mondo.

Una decisione molto saggia e importante da parte della famosa attrice. In pratica si tratta di abiti che evidenziano le forme femminili senza però soccombere in pregiudizi errati.