"But victim or perpetrator, if your number's up... we'll find you". Il prologo è sempre lo stesso, i protagonisti di Person of interest, una delle migliori Serie TV degli ultimi anni, prodotta da Bad Robot Productions e Warners Bross, non promettono invano.

Harold Finch, impersonato dal grandissimo Michael Elmerson, è uno dei protagonisti principali. Un genio assoluto del computer, in grado di costruire the machine, un congegno sofisticatissimo, capace di elaborare algoritmi talmente complessi che attraverso un'analisi di dati proveniente dal flusso costante di informazioni ricavati da qualsiasi strumento di rilevazione esistente (telecamere, microfoni, web, telefoni) riesce a fare delle previsioni attendibili in grado di sventare minacce mortali.

Inizialmente creata per dare una mano alla sicurezza nazionale, "the machine", preda di appetiti incontrollati di agenzie segrete e non e di pazzoidi ecologisti, assume gradualmente vita propria, fino a diventare una vera e propria intelligenza artificiale.

Quale che si lo scopo di questa divinità cibernetica onnipresente e onnisciente, non è ancora dato sapere, ma ha un suo karma, che si esprime attraverso le gesta di redenzione di Finch e dei suoi aiutanti, in particolare Mr Reese (Jim Cavaziel), the man in suit, ex servizi segreti, tirato fuori per i capelli da Finch dal suo vortice di perdizione, e assoldato per salvare persone comuni.

La macchina segnala a Finch le persone in imminente stato di pericolo, attraverso il loro numero di previdenza sociale, un espediente che lo stesso Finch aveva escogitato per potersi occupare di quelle persone di cui aveva colpevolmente ignorato il destino.

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The machine sputa il numero di chi è in pericolo e i nostri eroi accorrono prima che succeda l'irreparabile. Unico inconveniente, a volte la persona indicata non è la vittima, bensì il carnefice.

La trama è sicuramente avvincente è l'idea di fondo si dipana abilmente in un crescendo di colpi di scena e di azione pura, lasciando al contempo spazio alle sotto-trame, così da dare ad ogni episodio una trama compiuta. I personaggi sono decisamente all'altezza, il parlare sussurrato di Mr Reese è una trovata scenica che esprime insieme sia rabbia e compassatezza che dubbio amletico e determinazione. Nel solo sibilo flautato della voce si coglie il ribollire di sentimenti di segno opposto che fanno di Mr Reese un eroe tragico(nella versione italiana ovviamente questo effetto si perde). I flashback della vita di Finch danno corpo ad un personaggio che unisce alla fragilità del nerd, la forza e il carisma di un predestinato, come Mr Reese segnato dalla tragedie della vita. Si aggiungono al gruppo un poliziotto corrotto, anche questo in odore di redenzione, molto utile come infiltrato nelle forze dell'ordine, e la sua collega, poliziotta tenace e saggia, che riesce a ricalibrare la vena di illegalità dei protagonisti, senza incappare nella banalità di una pedagogia ipocrita dei buoni valori americani.

Insomma Person of interest è una serie da non perdere.