"Ciao Giova…", così la Rai fa suo il classico saluto che, all'inizio di Ballarò, Maurizio Crozza rivolge al conduttore Giovanni Floris che dopo 12 anni lascia l'azienda.

Le voci di una rottura sulle trattative in corso per il rinnovo del contratto si rincorrevano da qualche settimana, benchè alternate agli annunci di imminenti firme, sono state confermate da un comunicato di Viale Mazzini che "nel ringraziarlo per il lavoro svolto, gli porge i migliori auguri per il suo futuro professionale".

Entrato alla Tv di Stato con il concorso del 1996, era passato dalla radio alla Televisione nel 2002 con la conduzione di Ballarò, portandolo a diventare in poco tempo il programma di punta di Rai 3.

Il battibecco con Renzi e la rottura con la Rai

La rottura sarebbe stata provocata da una differenza economica tra le richieste di Floris e l'offerta della Rai, ferma a 600 milioni per tre anni, non sufficiente a contrastare i 4 milioni in tre anni che sarebbero stati offerti da La7 di Urbano Cairo.

Non si esclude che la decisione del conduttore sia stata influenzata dai numerosi attacchi cui era stato fatto oggetto da più parti. Dalla polemica sul suo stipendio con Renato Brunetta, al recente scontro con il premier Matteo Renzi al quale Floris aveva chiesto conto del taglio di 150 milioni di euro alla Rai annunciati dal governo.

Tra le prime reazioni, si registra quella del segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, del Pd, che chiede ai vertici Rai di dare chiarimenti sulla vicenda, definita "grave e maldestra".

I migliori video del giorno

Da parte sua, non ci sono ancora conferme da parte de La7, se il fatto che una trattativa è effettivamente in corso, ma non ancora definita.

Si tratta, probabilmente, di mettere a punto alcuni dettagli prima di ufficializzare la ricomposizione in grande stile della coppia Floris-Crozza, mentre la Rai conferma l'inserimento di Ballarò nei nuovi palinsesti in partenza a settembre. Ovviamente, con un nuovo conduttore da definire.