Non si chiarisce ancora, al 10 novembre 2014, il giallo legato alla tragica scomparsa di Elena Ceste, moglie di Michele Buoninconti, a lungo cercata invano e addirittura avvistata dai soliti mitomani, mentre giaceva in un canale di scolo non troppo lontano dalla sua abitazione.



I sospetti convergono sulla figura del marito Michele Buoninconti il quale continua a professarsi non colpevole. l'uomo, dopo aver parlato anche troppo coi cronisti, ha scelto il silenzio, che non fa mai danni, vista la piega delicata che sta prendendo la situazione negli ultimi giorni e consapevole che sono in molti, ormai, a sospettare decisamente di lui.





Durante la nota trasmissione tv Domenica live il medico di Elena Ceste, destinatario di inquietanti messaggi firmati Il Rivelatore, ha osservato che il fatto che Michele Buoninconti sia di professione Vigile del fuoco lascia supporre che può avere conoscenze e capacità per far sparire con rapidità un corpo, ma naturalmente siamo sempre nel campo delle supposizioni che non rappresentano certo una prova delle eventuali responsabilità penali di Michele Buoninconti, di anni 44.

Alcune sue "stranezze" comportamentali possono inoltre trovare spiegazione nell'inevitabile turbamento di un padre di famiglia che perde di colpo la moglie, indispensabile per crescere i quattro figli della coppia residente a Costigliole, nell'astigiano.



Da Domenica live è poi emersa una novità e cioè che il medico legale Rita Celli ha casualmente incontrato Buoninconti il quale le ha richiesto informazioni relative al tempo necessario per gli ulteriori esami in modo da poter procedere coi funerali della sfortunata donna, originaria di Torino, morta a soli 37 anni.





Michele Buoninconti nell'occasione avrebbe fatto riferimento ad alcune allucinazioni della moglie la quale gli avrebbe riferito di udire misteriosi vocine (si entrerebbe ne campo della paranoia) che le dicevano che i suoi concittadini la consideravano una madre non all'altezza del suo compito e che in generale ne avevano poca stima.

In particolare, dice Buoninconti, tali voci si sarebbero manifestate la sera prima della sparizione di Elena Ceste.

Anche questo dato, ove fosse veritiero, non prova nulla. La sensazione è che in questa inchiesta quello che manca è la prova regina e dunque l'arma del delitto che non è stata trovata. Se Michele Buoninconti continuerà a negare gli addebiti con fermezza, seppure in modo un po' confuso, non sarà facile condannarlo.







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