Fabrizio Corona detenuto nel carcere di massima sicurezza di Opera, scrive una lunghissima lettera a Barbara D'Urso, conduttrice di Domenica Live, ospite del programma c'era la mamma dell'ex re dei paparazzi, che in diretta ha chiesto che vengano concessi al figlio gli arresti domiciliari. Nella sua lettera Corona ha spiegato la sua tragica convivenza in carcere ed ha riportato le scuse ufficiali alla conduttrice di Domenica Live, per una lite avvenuta qualche tempo fa prima del suo arresto.

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In quella occasione, lo stesso Corona offese in maniera esagerata Barbara D'Urso, perché secondo lui aveva proferito notizie non vere sul suo conto.

La D'Urso ha accettato le scuse di Fabrizio, ha letto in diretta la lettera che le è stata recapitata dal carcere ed ha invitato in studio la mamma del fotografo, il suo legale l'avvocato Ivano Chiesa e l'amico del cuore di Fabrizio Corona.

Durante l'intervista mamma Gabriella ha dichiarato: 'La sua vita in carcere è un inferno, io ho paura che lui faccia qualche gesto estremo, Fabrizio ha solo quarant'anni e non posso pensare che la sua vita finisca in quel modo'. Anche il legale ha espresso la sua opinione, asserendo di aver presentato l'ennesima richiesta degli arresti domiciliari per il suo assistito. La D'Urso ha anche contattato in collegamento esterno Don Antonio Mazzi, molto amico di Corona, il quale ha confermato che Fabrizio non è assolutamente un criminale e che in caso di concessione dei domiciliari lo avrebbe ospitato nel suo centro di recupero, per scontare il residuo della pena.

Nello studio di Domenica Live c'era anche Ninni, l'amico del cuore che conosce Corona da vent'anni ed ha dichiarato che Fabrizio è stato dipinto in maniera esagerata dai media, come un aggressivo e spavaldo, invece in realtà nella vita privata è un ragazzo molto tranquillo.

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Il prossimo giovedì 22 gennaio, ci sarà l'udienza, dove i giudici dovranno decidere se accordare gli arresti domiciliari oppure no. Questa sentenza sarà molto importante per il destino di questo ragazzo, che sta scontando la sua pena in un carcere di massima sicurezza, come se fosse uno dei più grandi criminali d'Italia.