Rimasto per quarant'anni sepolto tra gli archivi dell'Imperial War Museum di Londra, riscoperto solo nel 1985 da un ricercatore, il documentario dal titolo Night with Fall, basato sul materiale video raccolto da Alfred Hitchcock e diretto dall'antropologo André Singer verrà trasmesso per la prima volta giovedì 22 gennaio, in seconda serata su Rai Tre, e il 26 e 27 gennaio (giorno della Memoria), anche dall'emittente statunitense HBO.

Nel 1945 Churchill chiamò alcuni tra i cineasti più affermati, tra cui Alfred Hitchcock affinché insegnassero ai soldati inglesi, americani e russi i rudimenti della tecnica registica. L'intenzione era quella di testimoniare, con l'aiuto della macchina da presa, gli orrori che gli Alleati si trovarono di fronte al momento della liberazione dei campi di concentramento di Bergen-Belsen (da cui sono tratte la maggior parte delle immagini), Dachau ed Auschwitz, in modo da scongiurare lo spettro del negazionismo e inchiodare i tedeschi alle responsabilità delle loro azioni criminali, denunciando in modo incontrovertibile la ferocia, altrimenti inimmaginabile della segregazione e delle angherie a cui il popolo ebraico fu sottoposto. Il documentario, che raccoglie anche testimonianze dei superstiti, non venne mai portato a termine e, benché l'idea iniziale fosse quella di proiettarlo in Germania, alla fine non venne mai mostrato, sia per questioni di opportunità politica, sia per scrupoli di natura morale. I filmati vennero giudicati, infatti, troppo duri, addirittura insopportabili.

"Alla fine della guerra ho fatto un film che doveva mostrare la realtà dei fatti avvenuti nei campi di concentramento nazisti. Atroce. Era ancora più atroce del peggior film d'orrore. Nessuno lo ha voluto vedere", confessò una volta il grande maestro del thriller.

E se forse è vero che la fiction non sarà mai in grado di restituire il pieno senso dell'orrore di una delle pagine più cupe e incomprensibili della storia, è altrettanto vero che spesso il cinema o la tv si fanno strumenti privilegiati della ricostruzione di quanto accaduto storicamente. Questo è anche il caso di Max e Hélène, il tv movie che Rai Uno trasmetterà il 26 e il 27 gennaio, tratto da un libro di Simon Wiesenthal: un uomo che, sopravvissuto ai lager nazisti, consacrò la sua intera esistenza alla ricerca della verità. Il film porta sul piccolo schermo un romanzo ispirato a una storia vera, quella dell'amore tra Max Sereni, studente ebreo di medicina che vive a Venezia, ed Hélène, figlia di un console francese antisemita. Lei, pur di non abbandonarlo, si fingerà ebrea e affronterà con coraggio un destino di deportazione, fuga, violenze.

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