La 27enne Amanda Knox si è ufficialmente fidanzata con Colin Sutherland, anch'egli di 27 anni, musicista rock allampanato che si è recentemente trasferito da New York a Seattle. Sono amici di vecchia data, fin dalla scuola media. Sembra che stiano convivendo già da tempo, secondo loro per fare le prove del matrimonio. Non si conosce la data delle nozze che, secondo indiscrezioni, potrebbe avvenire entro la fine dell'anno.

Sutherland le aveva scritto molte lettere quando lei era in carcere ed una volta riacquistata la momentanea libertà ed il suo ritorno a casa, Amanda lo ha incontrato instaurando il rapporto affettivo.

Non c'è molto altro di nuovo sulla sua vita, che gli americani pensano sia stata come violentata dal sistema giudiziario italiano. Fin dal 2 novembre 2007, quando la sua coinquilina inglese è stata brutalmente uccisa. Da allora il caso della Knox è stato rimpallato da un'udienza all'altra con accuse che di volta in volta sono state trasformate in condanna e poi assoluzioni. Amanda tornò a casa a West Seattle nel 2011 dopo l'ultimo rovesciamento della condanna, in appello. Tale decisione è stata impugnata dai Pubblici Ministeri che hanno fatto sì che lei e l'ex fidanzato Raffaele Sollecito venissero di nuovo condannati nel 2014.

La giustizia italiana vorrebbe che la Knox tornasse indietro per affrontare il nuovo giudizio, ma l'americana resta nel suo Paese.

La ragazza ha cercato di mantenere un basso profilo nonostante gli agguati dei paparazzi che hanno diffuso le foto della coppia.

La Knox ora lavora in una libreria e scrive per il West Seattle Herald e si è laureata dopo aver ripreso gli studi interrotti quattro anni fa. Negli Usa credono sia innocente e vittima di complotti perché trattata come una bugiarda mangiatrice di uomini.

Anche a causa della vecchia sentenza che le attribuiva l'omicidio a causa di un gioco erotico finito male, ora ribaltata in semplice litigio tra coinquilini. In questo momento è la più famosa persona americana "ingiustamente" condannata, grazie agli errori effettuati nella raccolta delle prove, con esami che nei tribunali americani non verrebbero presi in considerazione.

La prossima udienza in Italia, prevista il 25 Marzo, potrebbe comportare la sua assoluzione, ma molti dei suoi sostenitori temono che sia lei che Sollecito potrebbero essere rinviati per un nuovo processo. Ma Amanda non ha alcuna intenzione di tornare in Italia, sebbene un processo di estradizione sarebbe giuridicamente difficile da evitare e molto costoso per la sua famiglia. Ha comunque fiducia che i membri della delegazione del Congresso di Washington ingaggeranno una lotta politica per difenderla contro le richieste italiane.

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