Voglia di trasgressione per portare sempre più in alto gli ascolti di Sanremo? Sarà un'edizione che scalderà al calor bianco gli opinionisti, le associazioni di telespettatori e dei consumatori, anzi, fa già discutere da giorni per la partecipazione alla rassegna canora di Conchita Wurst. Vero nome Thomas "Tom" Neuwirth, 27 anni il prossimo novembre, transgender austriaca vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014 a Copenaghen, grazie alla canzone "Rise Like a Phoenix".

Pubblicità
Pubblicità

Lui/lei, corpo flessuoso, chioma lunga, occhi finemente truccati, abiti elegantemente appariscenti... e una scura barba a piena vista che incornicia le guance. Vero simbolo e traduzione visiva del termine "contrasto".

Carlo Conti designato dalla Rai come conduttore del 65° Festival di Sanremo, ha scelto una strada ben precisa, piena di sorprese fra tradizione e trasgressione, dal classico di una rinnovata reunion dopo il tentativo russo ben riuscito, quella di Al Bano e Romina che ripresenteranno dei loro classici e un inedito, fino alla drag queen austriaca.

Pubblicità

Ma non mancheranno sorprese accanto allo stesso Conti che si farà affiancare da Arisa, Emma e dalla splendida Rocío Muñoz Morales, nata come ballerina professionista, poi al centro dell'edizione spagnola di Ballando con le stelle, "¡Mira Quién Baila!".

Fra i grandi ospiti anche l'attrice premio Oscar, Charlize Theron, che dovrebbe apparire durante la seconda serata dell'11 febbraio, proprio quella che vedrà la partecipazione di Conchita Wurst e poi Biagio Antonacci, Vincenzo Nibali e Pintus.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Anticipazioni Tv Festival Sanremo

Reazioni quindi, già prima che il palco dell'Ariston si apra la sera del 10 febbraio. Sono proprio organizzazioni cattoliche a dirne di tutti i colori per la presenza della transgender d'oltralpe e della nostrana Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, che insieme a Grazia Di Michele canterà un brano contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, "Io sono una finestra".

Su tutte primeggia l'opposizione dell'Associazione Aiart Onlus (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione) che raggruppa telespettatori cattolici, fondata dall'Azione Cattolica e da Massimo Rendina, giornalista e partigiano di spicco dal 1943 fino a fine Seconda Guerra Mondiale, personaggio scomparso l'altro ieri all'età di 93 anni.

A parlare per l'Aiart sul Festival di Sanremo 2015 è stato il suo presidente, Luca Borgomeo, che non ha usato mezzi termini utilizzando frasi molto dure, rinfacciando alla Rai una ricerca del sensazionalismo a ogni costo spendendo troppi soldi per avere "ospiti di dubbia qualità" come Conchita Wurst pagandola circa 120.000 euro, "anziché investire sulla qualità delle canzoni in gara e su una struttura della trasmissione più agile".

Pubblicità

Per inquadrare meglio il trasgressivo artista austriaco, il nome d'arte "Wurst" scelto da Thomas quando si esibisce come Conchita, corrisponde a un'espressione tedesca e austriaca che sta a significare "non me ne importa nulla". Anche all'Eurovision Song Contest 2014 la partecipazione della transgender aveva generato un mare di polemiche e reazioni negative già nella stessa Austria, poi la nascita di una pagina Facebook contraria alla presenza della cantante, senza contare le petizioni messe in campo in Bielorussia e Russia per non far mandare in onda nelle reti televisive locali i momenti in cui Conchita Wurst si esibiva.

Pubblicità

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto