Le ultime news, al 27 febbraio 2015, sulle indagini sul caso Yara Gambirasio vedono coinvolto Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello che si trova in carcere a Bergamo con l'infamante accusa di avere ucciso la giovane promessa della ginnastica di Brembate Yara Gambirasio.



Il giudice ha chiuso le sue indagini contestando a Bossetti i reati di calunnia e omicidio volontario, consumato nell'ormai lontano 2010 e aggravato da modalità efferate. La calunnia si riferisce al fatto che l'uomo indicò una persona come responsabile del crimine pur sapendo - secondo la tesi dell'accusa - che era estraneo ai fatti.





Da alcune intercettazioni ambientali compiute in carcere emerge che Marita Comi, moglie di Bossetti, ha chiesto spiegazioni su quello che è avvero accaduto la sera del drammatico femminicidio. Forse ricorderete che la donna prese le difese di suo marito nel corso di un'intervista televisiva, definendolo non capace di commettere un delitto simile, invitando espressamente gli investigatori a cercare altrove.

Un trauma mai superatoe un prelievo sospetto

La morte della giovanissima Yara ha ferito al cuore un'intera comunità. La ragazzina è morta, secondo i rilievi autoptici, per ipotermia, in una fredda notte d'inverno, incapace di alzarsi a causa delle ferite da arma da taglio ricevute. Le indagini rivelano che Bossetti prelevò dal Bancomat nelle immediate vicinanze di casa Gambirasio nei giorni successivi alla scomparsa di Yara.

Effettuò un unico, isolato prelievo in quella banca. Cosa aveva portato Bossetti proprio in quella zona?

Sono davvero tanti gli indizi contro Massimo Bossetti eppure l'uomo tiene duro e con lui i suoi legali, che si dicono pronti a dare battaglia in tribunale, soprattutto sui rilievi relativi al dna del loro assistito, che i medesimi continuano a contestare, anche se hanno dovuto incassare per ben due volte il parere negativo a una scarcerazione dal tribunale del riesame. Il quadro indiziario contro il carpentiere è davvero molto severo. Resta però la sensazione che manchi la prova decisiva, che potrebbe però emergere in sede processuale. Al momento Bossetti si professa non colpevole.
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