Il suo arrivo, nella seconda serie di 'Braccialetti rossi' (puntata conclusiva, la prossima domenica), ha gettato un po' di scompiglio, introducendo un elemento di destabilizzazione nella storia d'amore tra Cris, la ragazza anoressica interpretata da Aurora Ruffino, e Leo (Carmine Buschini), un giovane in lotta contro il tumore: stiamo parlando del personaggio di Nina, interpretato da Denise Tantucci, un'attrice che, nonostante la giovanissima età (compirà 18 anni tra qualche giorno, il 14 marzo), è già un volto conosciuto della tv (ha recitato in fiction storiche come 'Don Matteo' e 'Un medico in famiglia').

Per la fortunatissima fiction ora in onda su Rai Uno, tratta dal libro dello scrittore catalano Albert Espinosa i Puig, Denise, nel ruolo di una ragazza malata, ha dovuto radersi la testa tutti i giorni, ma lei ha accettato la sfida senza scomporsi, con la professionalità di un'attrice esperta.

Il nuovo personaggio, all'inizio, non è stato accolto benissimo dai fan della serie, che hanno sempre tifato per l'amore tra Leo e Cris. Denise rassicura tutti: "Leo sceglierà il cuore. Ed io, nei panni di Nina, soffro."

Batticuori solo sul set, perché, nella vita reale, la bella e raffinata Denise, che sembra molto più matura della sua età, è felicemente legata ad un pubblicitario 28enne, che si occupa di contenuti digitali. È indipendente dai genitori (la madre, casalinga di origini tedesche, il padre imprenditore edile) da più di due anni e, quando non è sul set, coltiva la sua grande passione per la fisica. "Frequento il liceo scientifico e seguo un corso pre-universitario organizzato dal Mit". Sul futuro ha le idee chiare: "sogno di continuare a fare l'attrice e di diventare ricercatrice universitaria in Fisica delle particelle", un'ambizione non comune, il desiderio di scoprire l'origine di tutte le cose.

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Nel frattempo, in estate, è attesa sul set della terza serie di 'Braccialetti rossi' una fiction che, nonostante porti sul piccolo schermo un tema doloroso come quello della malattia, è molto seguita e amata. "La fiction insegna l'importanza di non rassegnarsi alla sofferenza, indica vie per superarla", assicura Denise.