Eravamo abituati a vederlo scazzottare in coppia con Bud Spencer (al secolo Carlo Pedersoli), nell’intento di mettere fine a ingiustizie varie, in molti film degli anni ’70 e ’80. Pellicole semplici, popolari, immediate, che sono diventate un cult nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. Parliamo di Terence Hill, al secolo Mario Girotti. Col primo componeva un duo ben assortito: Bud Spencer, alto, grosso e brontolone; lui più basso, mingherlino, belloccio. Poi le loro strade professionali irrimediabilmente si divisero, ma non nel cuore di tanti loro fan.

Dal duemila lo vediamo nei panni spiazzanti di un prete e più di recente in quelli di un comandante della Forestale.

Fiction che gli hanno ridato slancio e popolarità, dopo un decennio di offuscamento professionale, dovuto certo alla separazione con Bud Spencer, ma soprattutto per la perdita del figlio adottivo Ross avvenuta in un incidente stradale nel 1990. Che lo portò alla depressione. Rumor sempre più insistenti dicono però che dopo dieci edizioni, l’attore voglia riporre la tunica di Don Matteo. E già è spuntato il nome di chi dovrebbe sostituirlo.

Le voci su un addio

La nona serie della fiction è andata in onda tra l'inverno e la primavera dello scorso anno, mentre le riprese della decima stagione inizieranno tra poche settimane.

Per l'undicesima invece non si sa ancora nulla e ciò sta alimentando voci di grandi cambiamenti, a partire proprio dal protagonista. Del resto, già in precedenza erano circolate voci che volevano Girotti meno propenso all’ennesimo impegno nella serie, per tornare dietro la macchina da presa. In particolare, per girare un film ambientato nella Seconda guerra mondiale.

Non sarebbe certo per lui la prima esperienza da regista.

Chi al suo posto?

Il giornale gossipparo Di più tv già avanza un nome. E’ quello di Lino Guanciale, giovane attore già noto al pubblico di Raiuno per essere apparso in Fiction quali Che Dio ci aiuti e Una grande famiglia. Un avvicendamento generazionale insomma tra prelati insomma. Il quale nella realtà si fa sempre più difficile per mancanza di vocazioni, e che almeno avviene in televisione.