Il fascicolo è stato depositato il 12 marzo e vi sono esplicitate le motivazioni che hanno portato la Corte di Cassazione ad accettare il ricorso partito dalla Procura di Milano contro il GIP (Giudice per le indagini preliminari) che aveva concesso a Fabrizio Corona uno sconto di pena. Secondo la Cassazione, non è possibile ridurre la pena perché i crimini commessi da Corona sono frutto di una sua "inclinazione a delinquere" che nel tempo è divenuta uno "stile di vita".

Lo scopo dei reiterati crimini era la bramosia di soldi, definita dai giudici della Corte Suprema volontà di "afferrare l'occasione di guadagno". Ad oggi Corona deve scontare ancora 13 anni di carcere ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Il giudizio della Cassazione è l'ultimo grado di giudizio ed è inappellabile.

Le motivazioni del GIP di Milano che sono state contestate

Il GIP di Milano aveva valutato il fascicolo di Corona, su richiesta degli avvocati del fotografo, e aveva concesso la riduzione di pena richiesta perché aveva individuato nei vari reati commessi una mancata continuità nel tempo.

In pratica, li ha visti come slegati gli uni dagli altri, tenendo conto solo del dato cronologico, cioè quando si sono verificati. La Cassazione ha rilevato degli errori commessi dal GIP per questa lettura del fascicolo dell'ex fotografo dei vip, rilevando che diversi reati erano collegati gli uni agli altri, anzi spesso reati diversi, come l'estorsione o la corruzione, sono stati svolti congiuntamente.

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Fabrizio Corona

Secondo la Cassazione tutti i reati fanno parte di una volontà unica che faceva sì che Corona preordinasse reati mentre ne stava già commettendo altri.

I reati di Corona

La lista dei reati commessi da Corona è molto lunga e articolata. Nel 2002, si fa conoscere dalla Giustizia perché si azzuffa con un vigile. È condannato al risarcimento. Tra il 2007 e il 2009, sia la Polizia Stradale sia i Vigili lo sorprendono più volte a guidare senza patente, già ritirata per eccessi vari, tra cui alta velocità e violenza a pubblici ufficiali.

Nel 2007 è arrestato per associazione a delinquere per estorsione nell'inchiesta Vallettopoli. Poi segue le estorsioni ai danni di Lapo Elkann, Francesco Coco, Adriano, Francesco Totti e David Trezeguet per scatti utilizzati per ricattare i vip. Seguono i reati di spaccio di denaro falso nel 2008, corruzione nell'inchiesta Vallettopoli, Bancarotta fraudolenta e frode fiscale a fine 2008. Ed ancora truffe varie, tasse evase, approvazioni indebite e oltraggi a magistrati e forze dell'ordine.

Se alla lista aggiungiamo evasioni e fuga in Portogallo, la fedina penale del fotografo può far davvero invidia a un incallito delinquente patentato.

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