"A un bambino di cinque, sei anni, sette anni vedere una persona morta lì crocifissa... Non so quanto sia pedagogicamente educativo". È questa la frase che riassume il pensiero di Saif Abouabid, rappresentante dei Giovani Musulmani d'Italia, sul simbolo per eccellenza della religione cristiana. L'islamico, definito "prezzemolino" per via delle sue quasi quotidiane apparizioni televisive, si racconta in un'intervista a Roberto Poletti, già noto volto del circuito nazionale per il suo ruolo a Quinta Colonna.

Una chiacchierata, quella tra i due sull'emittente locale Tele Lombardia, in cui emerge la personale (e del tutto particolare) visione dell'effige di Cristo in croce con gli occhi di Saif. O dei bambini, come vorrebbe lasciare intendere.

"Vedere una persona che viene ritenuta Dio appesa..."

Abouabid afferma che la visione del crocifisso nelle scuole non lo ha mai turbato in quanto islamico, bensì si sofferma a discutere sul valore educativo dello stesso simbolo religioso: "Non ho mai ritenuto che sia una cosa fastidiosa. È certamente un segnale forte, il crocifisso".

Le parole del giovane musulmano hanno provocato una forte polemica sui social network, soprattutto dopo i recenti fatti terroristici di Parigi. Solo pochi giorni fa lo stesso Saif aveva partecipato alla diretta di Quinta Colonna, puntata durante la quale è stato attaccato da tutti i fronti per la sua presa di posizione nei confronti degli attentatori e per aver definito "banale" la richiesta da parte del Presidente veneto Luca Zaia di condannare gli avvenimenti.

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Paolo Del Debbio, conduttore del fortunato programma di Rete4, ha poi invitato il musulmano ad abbandonare lo studio in quanto non permetteva agli altri ospiti di esprimersi.

"Terroristi non entrano nelle classi"

Il giovane viene interrotto dal giornalista Poletti il quale chiede spiegazioni alle dichiarazioni del suo ospite. E alla provocazione del conduttore: "E' meglio vedere gli islamici che sterminano e tagliano le teste?" Saif risponde: "Non passiamo da una esagerazione all'altra, i terroristi non entrano nelle classi".

Sì, certo. Almeno per il momento.

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