Che Fabrizio Corona sia un personaggio è ormai cosa nota ed ancora di più dopo la sua esperienza carceraria che lo ha trasformato anche in scrittore per la Mondadori. Dopo gli anni trascorsi in prigione per le note vicissitudini, una volta uscito è tornato velocemente a riempire le pagine dei rotocalchi, prima per le sue storie d'amore poi per la sua nuova carriera di scrittore del libro "La cattiva strada". In questo periodo, infatti, gira per l'Italia per promuovere la sua ultima fatica letteraria anche se non sempre rispetta gli orari e gli appuntamenti ed è quello che è accaduto a Roma scatenando una inattesa reazione da parte dei presenti.

Durante la presentazione del libro, la sala era vuota

Quanto è accaduto il 28 giugno a Roma a Fabrizio Corona è la dimostrazione che la gente non è sempre disposta ad ascoltarti solo per il nome e dopo 2 ore di attesa, ha preferito alzarsi ed andarsene. Secondo Dagospia Corona si è presentato dopo le 21 di sera su Le Terrazze del Palazzo di Congressi trovando il salone vuoto. Erano presenti solo alcuni fans irriducibili e pochi fotografi, ai quali ha porto le sue scuse, giustificando il suo ritardo per la sua completa mancanza di puntualità. Una motivazione questa che certamente gli organizzatori della serata non avranno gradito.

I nuovi scrittori da Corona a Schettino

Da semprele grandi case editrici italiane puntano su personaggi noti per avere la certezza di successo e questo è il caso anche di Fabrizio Corona con il suo libro autobiografico "La cattiva strada" edito da Mondadori, dove Corona si racconta anche intimamente, ricordando avvenimenti personali della sua vita a partire dall'infanzia, gli errori, i suoi amori e i suoi rapporti particolari instaurati con il padreVittorioed il figlio Carlos.

All'interno dell'opera non c'è alcun riferimento alle sue vicende giudiziarie. Un altro uomo divenuto suo malgrado personaggio è il Comandante Schettino, salito alla ribalta per il naufragio della Costa Concordia, dove morirono decine di persone. Anch'egli si è dato alla scrittura, affidando ad un libro le sue memorie di quanto accaduto quella tragica notte.