Ieri 2 ottobre alle ore 21.10 su Italia 1 è andata in onda la prima puntata de Le Iene condotta da Ilary Blasi, affiancata da Frank Matano e Giampaolo Morelli. Come sempre, lo show ha registrato ottimi ascolti grazie ai servizi interessanti che manda in onda in ogni sua puntata. In particolare il servizio che ha catturato maggiormente l'attenzione dei telespettatori è stato quello del giornalista Luigi Pelazza, impegnato questa volta in una nuova avventura in Bosnia.

Luigi Pelazza e le armi dell'Isis a Le Iene

Il giornalista torinese ha affrontato il tema delle armi dell'Isis per capire da dove provengono e chi sono i venditori.

Analizzando gli attentati dei terroristi, si intuisce che la loro arma preferita è il kalashnikov, utilizzato anche nelle stragi di Bruxelles, di Charlie Hebdo e del Bataclan. Ma da dove provengono queste armi? Luigi Pelazza ha trovato la risposta: dai Balcani, precisamente dalla capitale della Bosnia, Sarajevo. Ma perché è così facile fare spesa di armi in quella zona? Semplice, la spiegazione si trova nella storia della Bosnia. A Sarajevo esistono numerosi villaggi dove l'idea della jihad è molto sentita e questa si è alimentata dalla guerra avvenuta circa una ventina di anni fa in Bosnia, quando i combattenti islamici vennero da tutto il mondo per contrastare le brutalità della milizia serba contro i musulmani. Una volta terminata la guerra, molti islamici si stabilizzarono a Sarajevo, conservando in casa tutte le armi che erano state utilizzate durante il conflitto.

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E si tratta delle stesse armi che ai giorni nostri vengono vendute dai trafficanti a chi è disposto a pagarle bene, ovvero ai terroristi dell'Isis.

Luigi Pelazza indaga sui prezzi delle armi

Una volta arrivato in Bosnia, Pelazza incontra un trafficante di armi che gli spiega come gestisce i suoi affari e chi sono i suoi clienti. Innanzitutto afferma che le sue armi, in particolare i kalashnikov, vengono vendute ai turchi, marocchini, africani e trafficanti di droga, i quali pagano la merce direttamente con la droga stessa. Poi si passa ai prezzi e con soli 3000 euro è possibile acquistare un kalashnikov mentre con 600 una Glock 38, la stessa arma che i terroristi dell'Isis utilizzano durante le loro esecuzioni. Inoltre il trafficante di armi rivela le sue strategie per superare le frontiere senza problemi: innanzitutto bisogna smontare le armi e nasconderle nel bagagliaio posteriore, mentre, per quanto riguarda la polvere da sparo, è necessario applicare su di essa un particolare prodotto che disturba l'olfatto dei cani della dogana. L'ultimo consiglio dell'uomo per arrivare in Europa con a bordo armi e senza problemi è quello di prendere la frontiera Slavonski Brod e poi passare da Maribor, Lubiana ed infine da Trieste, località europea da cui poter prendere qualsiasi direzione e recarsi quindi nelle principali capitali europee, i primi bersagli dei terroristi dell'Isis.