Giorgia Wurth oltre ad essere un bravissimo personaggio di Spettacolo è senza dubbio una donna di alta caratura civica. Attenta alle vere questioni morali, utilizza il suo talento (giornalista, scrittrice, attrice ndr) per denunciare i drammi sociali che vive la nostra società.

Partiamo dal suo essere scrittrice: due anni fa lei pubblicò il suo secondo romanzo “L’accarezzatrice”. La protagonista del libro era un’assistente sessuale che si occupava di aiutare persone con handicap a vivere pienamente la propria sessualità. Ha davvero avuto un bel coraggio lo sa?

Però il coraggio vero ce l’hanno le famiglie delle persone disabili costrette a lottare ogni giorno contro barriere architettoniche, sociali, finto moraliste che il nostro paese continua ad innalzare invece di demolire.

Il coraggio vero ce l’hanno le persone che si battono contro i pregiudizi. Gli assistenti e le assistenti sessuali che portano avanti la loro missione. Il coraggio vero ce l’hanno le madri che chiedono aiuto, madri senza alternative costrette a masturbare i propri figli che impazziscono di dolore. Ecco perché ho scritto questo libro. Volevo cercare di portare a galla un mondo sommerso pieno di tabù di cui non si parla mai, perché fanno paura. Perché in fondo toccano corde di tutti noi che preferiamo non far vibrare.

Qualche anno prima, nel 2009, recita per la serie TV “Moana”. Cosa ha imparato da quel mondo, mal giudicato dagli onnipresenti perbenisti italiani?

Guardi, in realtà è un mondo molto più 'normale' di quanto si possa immaginare. Tanti attori sono sposati e poi, semplicemente, vanno a lavorare.

I migliori video del giorno

Comunque ormai il mondo del porno com’era quello degli anni ’80 e ’90 non esiste più. Non c’è quasi più mercato. Su internet si trova di tutto, e gratis. L’unica forma di porno che riesce a sopravvivere è quello casalingo, da fruire, appunto, in rete. Non esistono più le 'star' e quelle che conosciamo ormai sono andate in pensione o si sono reinventate in altri ambiti.

La serie Rai “Rocco Schiavone” in cui lei recita per una sola puntata è stata presa di mira da politici e sindacati di polizia a causa della tenuta anti sistema avuta dal protagonista. Cosa ne pensa di tutto questo clamore intorno ad un film?

Intanto li ringrazio perché, gratuitamente, ci hanno fatto una pubblicità enorme. Della politica comunque non mi stupisce più niente. Quelli che criticano sono gli stessi politici bigotti che, piuttosto che deliberare una legge per regolamentare temi fondamentali come il diritto all’eutanasia o all’assistenza sessuale ai disabili, preferiscono che le persone disperate, costrette a vivere una vita di solo dolore, la facciano finita autonomamente o debbano recarsi in Svizzera per morire.

Sono i politici che preferiscono che siano le madri stesse ad occuparsi della sessualità dei loro figli prigionieri dei propri corpi (tra l’altro più di 2 anni fa abbiamo presentato una proposta di legge che è tutt’ora congelata). Sono i politici che si nascondono dietro una schifosa ed ambigua parvenza di moralità, e poi fanno le peggio cose tutelati da leggi ad personam.

Leggendo la sua biografia ho notato che lei per un anno ha recitato in “Un posto al sole”. Come ha conciliato la sua importante vena artistica con una produzione più leggera?

Credo che ci sia molta più 'dignità artistica' in “Un posto al sole” che in tante altre fiction (o film) che vengono spacciati per capolavori.

So che lei ama viaggiare, conoscere, esplorare. Da dove nasce questo bisogno?

Dal fatto di essere viva: dal momento che ci sono, voglio scoprire e imparare il più possibile. Sono profondamente attratta dal diverso. Poi avrò parecchio tempo per riposarmi…

L’anno prossimo sarà un anno professionalmente dinamico o cercherà di dosare le proprie energie?

L’anno prossimo tra le altre cose realizzerò un sogno che cercavo di concretizzare da svariati anni: porterò a teatro un testo spagnolo, “100 mq” di Juan Carlos Rubio, dove sarò in scena con una donna meravigliosa: Sandra Milo. Vi aspettiamo!