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Di celebrità morte per droga se ne trovano svariate nella storia: una delle più note è Amy Whinehouse, ma non mancano anche persone come Cory Monteith (l'interprete di Finn Hudson nella serie televisiva americana Glee), o star dello spettacolo che, anche se non sono morte, con la droga hanno avuto svariati problemi o li hanno tuttora, come Justin Bieber, forse uno dei casi più emblematici.

La droga continua a mietere vittime, sia tra le persone comuni, sia nei piani alti dl mondo della musica, del cinema, del teatro o dello sport. Questa volta una tragica fine, probabilmente causata dall'assunzione di un mix letale di droghe, è capitata a Carrie Fisher, la star di "Guerre Stellari", lo scorso 27 dicembre.

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Solo adesso si delineano possibili spiegazioni sulla morte, e proprio l'aver assunto un cocktail di sostanze stupefacenti potrebbe aver spento l'interprete della principessa Leila.

Carrie Fisher morì a seguito di un malore

Carrie Fisher iniziò a sentirsi male su un volo da Londra che la riportava a Los Angeles. Chi stava assistendo la star ha dichiarato come abbia passato tutto il viaggio addormentata, qualche volta intervallando anche fasi di apnea, fino a vomitare poco prima dell'atterraggio. Pochi giorni dopo era sopraggiunta la morte, inaspettatamente.

Fino ad ora si era indagato sulle possibili cause del malore e del decesso, e oggi c'è stato un risvolto: gli esami tossicologici hanno individuato nel suo corpo un mix di cocaina, eroina ed ecstasy. Tuttavia, il medico legale non ha potuto mettere in relazione l'assunzione delle sostanze con il malore, quindi con il decesso.

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Carrie Fisher rifiutò di curare la sua bipolarità

A Carrie Fisher venne in passato diagnosticato un disturbo di bipolarità. A 24 anni, periodo in cui scoprì di essere affetta da tale disturbo, rifiutò le cure, cadendo nel vorticoso tunnel della droga, dal quale non sarebbe più uscita. Quattro anni dopo la diagnosi rischiò infatti di morire di overdose, mettendo in pericolo la sua carriera ormai affermata, essendo la Fisher divenuta nota a seguito del romanzo "Cartoline dall'inferno" -uscito nel 1987 e avente come protagonista proprio un'attrice alcolizzata e drogata, con una figlia anche lei tossicodipendente-.

Nel 2015, la Fisher aveva rivestito di nuovo il ruolo della principessa Leila in "Guerre Stellari", ma il suo problema con la droga era destinato a protrarsi, finché è sopraggiunta la tragica morte, a pochi giorni dal rientro a casa, a Los Angeles.

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