Maurizio Costanzo ha aperto la nuova stagione de L'intervista con un faccia a faccia che ha suscitato polemiche e indignazione sui social network. Nell'aprile del 1991 Pietro Maso uccise i genitori per questioni di eredità quando aveva compiuto da poco diciotto anni. L'uomo realizzò l'efferato delitto con l'aiuto tre complici e fu arrestato due giorni dopo. Il quarantaseienne veneto è stato processato e condannato a 30 anni di carcere. Il parricida è uscito di carcere dopo ventidue anni di reclusione per buona condotta. Ne corso della detenzione il quarantaseienne ha usufruito di vari permessi speciali e si è sposato ma il matrimonio non è durato a lungo.

Maso è uscito dal carcere nel 2013 ed ha scritto il libro 'Il male ero io'. L'anno scorso l'uomo è stato denunciato dalle sorelle per estorsione ed ora lavora come giardiniere presso la comunità Nuovi Orizzonti. 'Ho avuto la meningite ed ho rischiato di morire da bambino, ora sono qui senza maschere e senza lo spirito spavaldo di una volta'.

Maurizio Costanzo: Lei aveva paura della vita?

Pietro Maso: 'Avevo paura delle persone, io non sono mai stato forte e durante la vita ho indossato soltanto una corazza. Ora sono forte perché sono me stesso'.

Maurizio Costanzo: Questa voglia di esibirsi da cosa nasce?

Pietro Maso: 'Faticavo ad inserirmi ed ho iniziato a recitare'.

'Ho visitato i miei al cimitero'

Maurizio Costanzo: Non pensava di essere un ragazzino fortunato perché aveva superato la malattia?

Pietro Maso: 'All'epoca non comprendevo questi valori ed ora ho compreso di esserlo perché sono vivo e sono una persona diverse'.

Maurizio Costanzo: E' mai stato al cimitero?

Pietro Maso: 'Ci sono stato, ma voglio tornarci perché quando ci sono andato non aveva del tutto la mia maschera'.

Maurizio Costanzo: i soldi per andare in discoteca e per andare a giocare chi glieli dava?

Pietro Maso: 'La mia famiglia era ricca, lavoravo come commesso al supermercato e facevo cose non regolari come rubare'.

Maurizio Costanzo: cosa avrebbe voluto fare da grande?

Pietro Maso: 'Una vita di divertimento, stare con gli amici. Volevo sentirmi il boss del gruppo e quella felicità in quel momento mi appagava. Quelle che sembravano piacevoli sensazioni era l'inizio della mia morte. Vivere in quel modo era diventata una droga per me e rubavo molto anche perché avevo iniziato ad assumere sostanze stupefacenti'.

Maurizio Costanzo: Ai suo genitori ha detto mai che li voleva bene?

Pietro Maso: 'Risposi di sì a mia madre poco tempo prima che decidessi di fare quel terribile gesto. Non era vero, ma ora penso a loro tutti i giorni.

Maurizio Costanzo: Ha pianto per loro?

Pietro Maso: 'Non riesco ad esternare questo dolore, vorrei che Dio mi desse questo dono.

In carcere non potevo far piacere che piangevo'.

Maurizio Costanzo: Pensa a loro almeno una volta al giorno

Pietro Maso: 'Anche prima ci ho pensato per essere qui e togliermi tutte le maschere ed avere il coraggio di chiedere un perdono. Può sembrare strano ma ora mi sento sereno e sono convinto che loro sono qui con me ora'.

'Ho ucciso perché mi sentivo onnipotente'

Maurizio Costanzo: Si arriva all'omicidio perché doveva restituire 25 milioni?

Pietro Maso: 'Ho fatto questo perché mi servivano quei soldi'.

Maurizio Costanzo: Mi faccia comprendere il suo percorso mentale: perché uccide per un debito invece di chiedere un prestito?

Pietro Maso: 'Volevo credere di essere una persona forte ed ho fatto un gesto del genere per far comprendere che non avevo paura di nulla.

Sì, c'era un senso di onnipotenza'.

Maurizio Costanzo: Lei l'ha avvertito più quel senso di forza?

Pietro Maso: 'No, perché ho compreso che in realtà ero debole'.

Maurizio Costanzo: L'ha sentito più quell'odore di morte?

Pietro Maso: 'No, ma mi ha accompagnato per diversi anni'.

Maurizio Costanzo: cosa ha provato mentre li uccideva?

Pietro Maso: niente perché ero pieno di me e con quel gesto mi rendevo più forte; la mia era una forma di narcisismo.

Maurizio Costanzo: Lei si piaceva?

Pietro Maso: No, perché se non mi sarei fermato prima. Mi piace il Pietro Maso di oggi.

Maurizio Costanzo: Come si vede a 66 anni?

Pietro Maso: 'Non ci penso, perché ho rischiato di morire per aver fatto recentemente abuso di droga' (Costanzo lo invita a smettere anche perché costa).

'Sono qui per ripartire, ho la consapevolezza che non posso più sbagliare e cerco di godermi alcuni anni da persona libera'

Maurizio Costanzo: Come mai è passato dall'ergastolo ai trent'anni

Pietro Maso: 'Per le attenuanti generiche per la giovane età'

Maurizio Costanzo: Come è stata la via in carcere?

'Ecco come sono sopravvissuto al carcere'

Pietro Maso: 'E' stata dura ma avevo trovato un sistema di sopravvivenza. Un carabiniere mi disse che non ne sarei uscito vivo e da quel momento mi dissi che ce la dovevo fare. E' stato come quando da ragazzino soffrivo per la meningite. Ho studiato ed ora voglio voltare pagina'.

Maurizio Costanzo: Chi erano i suoi compagni di cella?

Pietro Maso: 'Ho fatto diversi anni in cella singola, poi ho conosciuto anche brigatisti, terroristi e loro sapevano chi ero io.

Ho dovuto lottare più di altri per avere il mio spazio'.

Maurizio Costanzo: Gli piaceva essere fotografato perché sorrideva sempre?

Pietro Maso: Era un'altra maschera, era una forma di difesa.

Maurizio Costanzo: questa è l'intervista più complicata che ho fatto ma anche la più interessante: vorrei si togliesse questa corazza.

Pietro Maso: 'Ora è una corazza diversa'.

Maurizio Costanzo: io non ho mai letto la parola pentimento nel libro

Pietro Maso: sono qui per farlo, io sono pentito per quello che ho fatto

Maurizio Costanzo: cosa l'ha turbata nel vedere le immagini della fine del matrimonio con Stefania (Maso è in lacrime e chiede di bere).

Pietro Maso: 'Andiamo avanti' (Maso non risponde sull'ex moglie e mostra il primo segnale di debolezza).

Maurizio Costanzo: cos'è l'amore per lei?

Pietro Maso: 'E' un argomento che mi fa male, perché è un'emozione che non ho mai vissuto. In ogni caso sono contento di averlo vissuto e di viverlo'.

Maurizio Costanzo: le sue sorelle l'hanno perdonato?

Pietro Maso: sì, ma sono stato io a non comprenderlo

'Volevo uccidere le mie sorelle'

Maurizio Costanzo: E' vero che voleva uccidere le sue sorelle?

Pietro Maso: 'Sì, quando sono uscito stavo iniziando a riprendere la mia vita di prima per via della droga. C'era uno sdoppiamento di personalità. Ora non credo di essere in grado di uccidere ma quel Pietro Maso sentiva quell'esigenza. Ora sono in comunità e sono un po' lontano da loro ma sanno che voglio vivere una vita semplice'.

Maurizio Costanzo: che rapporto ha con Dio

Pietro Maso: credo in Dio, prego molto e credo che mi stia aiutando a diventare una persona più buona. In questo percorso mi ha aiutato don Guido.

Maurizio Costanzo: prega anche per i suoi genitori?

Pietro Maso: 'Sempre, so che ora stanno in Paradiso per merito loro'. L'uomo ha spiegato che era molto legato a nonna Olimpia. 'Mi voleva molto bene ed è morta sei anni dopo l'inizio della carcerazione'.

Maurizio Costanzo: Ha mai pensato al suicidio?

Pietro Maso: 'Ci ho pensato all'inizio della carcerazione e un anno fa quando ero in clinica psichiatrica'.

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