È andata in onda il 9 novembre 2017, su Rai 2, la nuova puntata, intitolata "Cattivi maestri" del format "Ci vediamo in tribunale" in cui l'attore palermitano Nicola Giosuè ha interpretato il ruolo del Prof. Alberto: docente di un liceo scientifico e affidatario di una classe di matematica con allievi molto, forse troppo, vivaci e indisciplinati. Tra questi, spiccava la figura di Peter, un allievo poco studioso e, a volte, maleducato, che, difeso sempre e comunque dalla madre Silvana, condusse il professore, intento a tutti i costi di trasmettere i valori giusti della vita e la disciplina al ragazzo, ad essere citato in tribunale dalla madre.

Educatori a confronto

La figura del professore Alberto e quella della mamma Silvana puntano i riflettori su un acceso dibattito che, negli ultimi mesi, ha fatto molto discutere: il rapporto ed il dialogo tra docenti e genitori nell'educazione dei giovani a scuola e a casa. Un dibattito che pone al centro l'istruzione scolastica, ma anche l'educazione, la disciplina e i valori morali volti a stimolare e a trasmettere ai giovani i principi fondamentali della società per crescere e relazionarsi col prossimo.

Fatti di cronaca recentissimi, infatti, hanno mostrato che questo dibattito è più che mai delicato e difficile da affrontare e ha condotto alcuni genitori, probabilmente poco abituati al dialogo e al confronto, ad aggredire fisicamente alcuni insegnanti perché colpevoli di aver inferto ai propri figli dei provvedimenti disciplinari.

Una nota sul diario, una convocazione dei genitori o un semplice rimprovero si trasformano in veri e propri guanti di sfida per quei genitori che più che un provvedimento disciplinare di correzione, vedono un'offesa ai danni degli sventurati figli.

Dinamiche che in "Cattivi maestri" si esplicano in maniera molto chiara: un professore che cerca in ogni modo di correggere il ragazzo, i cui tentativi vengono resi vani dalle intrusioni negative della madre che, anziché spingere il figlio a studiare e ad impegnarsi per passare l'esame di maturità, rimprovera e cita in tribunale il professore accusandolo di aver compromesso il suo esame e averne causato la bocciatura.

Interpretare una vicenda realmente accaduta

"Interpretare questo ruolo è stato emozionante, ma anche intenso perché tratto da una storia realmente vissuta. Questo ti mette un po' in agitazione perché bisogna enfatizzare il ruolo ed esporti in prima persona", spiega Nicola Giosuè. "Entrano in gioco emozioni differenti rispetto a quelle che si interpretano nelle fiction, ad esempio.

Devi andare un po' ad improvvisazione e trasmettere le sensazioni che senti al pubblico. E questo è molto più difficile perché non hai un copione definito, devi cercare di equilibrare tu sia il contenuto che lo stato d'animo senza eccedere. Questa è la difficoltà maggiore", conclude Giosuè.

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