C'è aria di resa dei conti all'interno di Mediaset? Pare proprio di si, visto che nel giro di una sola settimana, senza preavviso alcuno, i tre principali conduttori delle trasmissioni di cronaca e politica più popolari sono praticamente stati estromessi dalle trasmissioni. Se la scorsa settimana hanno fatto scalpore la fine delle conduzioni [VIDEO] per Maurizio Belpietro e la chiusura anticipata di Quinta Colonna, condotta dal seguitissimo Paolo Del Debbio, l'indiscrezione trapelata oggi fa ancora più scalpore. mario giordano, direttore del TG4, potrebbe non essere più il responsabile delle trasmissioni inerenti la cronaca e la politica, venendo sostituito da un collega che, tecnicamente, sarebbe un suo sottoposto.

Tutto pare sia causato non dagli ascolti, come si potrebbe pensare quando i palinsesti e le trasmissioni principali vengono rivoluzionati, ma dai contenuti che non sono graditi dai vertici di Cologno Monzese. L'accusa, informano i ben informati, sarebbe chiara.

Puniti perchè troppo 'populisti'?

I tre giornalisti, nonostante una storia professionale ricca di risultati positivi per i bilanci del biscione, sarebbero stati accusati di essere stati gli artefici del 'travaso' di voti nel centrodestra da Forza Italia, il partito del loro editore Silvio Berlusconi, alla Lega di Matteo Salvini. E non solo: avrebbero anche favorito il successo, alle elezioni dello scorso 4 marzo, del Movimento Cinquestelle. La decisione presa oggi da Mauro Crippa, il potente capo delle informazioni Mediaset nei confronti di Mario Giordano sembra andare in questa direzione.

Il direttore del TG4 sarebbe stato estromesso dalla direzione della striscia quotidiana informativa 'Dalla vostra parte' ed al suo posto sarebbe stato incaricato Marcello Vinonuovo uno dei suoi sottoposti. La notizia fa scalpore, in considerazione della grande professionalità del giornalista dalla voce 'stridula'. Non tutti sanno infatti che sia stato proprio lui, nell'ultimo decennio, il creatore e la mente di trasmissioni di grande successo, ed il gruppo editoriale deve molto anche ai fatturati portati dai libri 'anti casta' che sforna annualmente, le cui edizioni vendono centinaia di migliaia di copie. Alcuni osservatori ipotizzano che queste decisioni 'strategiche' siano state prese in previsione di ipotetiche elezioni politiche anticipate [VIDEO] nel prossimo autunno, nel caso in cui le consultazioni attualmente in atto al Quirinale non partorissero un governo stabile. Il gruppo Mediaset, in sostanza, vorrebbe proporre programmi di informazione differenti da quelli proposti dai tre giornalisti rimossi, al fine, sempre secondo le malelingue, di non tirare la volata elettorale agli avversari del loro editore Silvio Berlusconi.