Nina Moric è stata condannata dal Tribunale di Milano per diffamazione e dovrà pagare 2000 euro a Belen Rodriguez. Si aggiunge anche una multa pari a 600 euro. La vicenda è avvenuta nel settembre del 2015. Durante un'intervista al programma radiofonico La Zanzara, in onda su Radio24 e condotto da David Parenzo e Giuseppe Cruciani, la modella croata aveva dato della 'viado' e 'strega cattiva' alla showgirl argentina.

Nina Moric aveva accusato Belen Rodriguez di girare per casa nuda davanti al figlio Carlos

La modella croata aveva detto che Belen "non è una bella persona come tutti pensano".

L'aveva accusata, inoltre, di "stare a casa nuda di fronte al figlio Carlos", nato dal suo rapporto con Fabrizio Corona. Dopo quelle dichiarazioni della Moric, la Rodriguez aveva deciso di procedere legalmente. Durante l'udienza avvenuta nel luglio scorso, Belen è stata sentita come parte civile. Ha detto che "l'ha incolpata di aver molestato il figlio ed è un'accusa grave da cui ha sentito il dovere di difendersi in quanto madre. Darà in beneficenza il denaro di un probabile risarcimento". Durante l'interrogatorio, Nina ha spiegato che non ha fatto riferimento a molestie sessuali da parte di Belen. Ha dichiarato che, durante l'intervista radiofonica, "ha parlato solo di ciò che le raccontava il figlio e cioè che la showgirl girava per casa nuda".

Ha aggiunto che "pure lei l'ha diffamata sui social giudicando il suo ruolo di mamma, definendola squilibrata e psicopatica, ma non ha voluto querelarla". Il giudice della 10ª sezione penale del Tribunale di Milano ha escluso l'aggravante del 'fatto determinato' al reato di diffamazione, concedendo alla Moric le attenuanti generiche e l'ha condannata a pagare le spese legali e processuali della Rodriguez.

L'avvocato della Moric ha paragonato 'La Zanzara' a uno stadio

Andrea Righi, avvocato della showgirl argentina, ha detto che il procedimento in corso aveva "come fine proteggere la dignità di una mamma" e ha depositato una memoria con la richiesta di 20 mila euro di risarcimento.

Solange Marchignoli, l'avvocato della modella croata, invece, ha chiesto l'assoluzione della sua cliente dichiarando che il termine 'viado' era stato pronunciato da Nina in un contesto satirico. Secondo la Marchignoli, infatti, il programma radiofonico "si può paragonare a uno stadio o a un'arena, dove vengono permessi ai tifosi cori e slogan offensivi, a patto che non siano di origine razzista".

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