Da lunedì, 12 novembre, ha debuttato Alla Lavagna, il pre-serale di Raitre in onda prima del consueto appuntamento con la soap opera Un posto al Sole. Il format ha come protagonisti diciotto bambini, di età compresa tra i nove e i dodici anni, che interrogano i personaggi del mondo della politica, del giornalismo e dello spettacolo. Alla lavagna è prodotto in Italia da Endemol Shine, in collaborazione con Rai, ed è l’adattamento del format francese Au Tableau. Gli ospiti delle prime due puntate sono stati il ministro dell’interno Matteo Salvini e la giornalista Rita Dalla Chiesa.

Gli ospiti delle prime due puntate messi a confronto

Il Vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini si è espresso con le stesse parole che utilizzerebbe in qualsiasi altro contesto televisivo, ribadendo i punti chiave del suo programma politico. Alla domanda insidiosa della piccola Sofia 'Lei è razzista?', l’onorevole, nella puntata in onda lunedì, ha risposto: 'No, tutt'altro. Essere razzista significa sentirsi superiore a qualcuno sulla base della provenienza, del colore della pelle o dell’aspetto fisico. Uno può essere ricco o povero, bianco, nero, giallo, rosso oppure verde: siamo uguali, purché tutti rispettino le regole'. La risposta di Salvini, dunque, è sempre la stessa, anche davanti ad una platea di bambini.

Ieri sera, invece, è stato il turno della giornalista e conduttrice televisiva Rita Dalla Chiesa, che si è concessa maggiormente al flusso delle domande e al gioco degli scolari (ad esempio, riprodurre i colori complementari con le tempere). L’intervista si è soffermata sull'infanzia di Rita in caserma, l’importanza del lavoro del padre e, alla fatidica domanda se potesse mai perdonare o meno chi ha ucciso il generale, ha risposto decisa: 'No.

Tu lo faresti?'.

In conclusione, Alla lavagna è un programma che cambia aspetto a seconda del personaggio intervistato: da una cornice molto rigida con Salvini si è passati, nella seconda puntata, ad uno spazio più aperto al dialogo e al confronto tra adulti e bambini.

Il programma

Già nei primi minuti del programma, in onda dal lunedì al venerdì alle 20.20, c'è l'intervento degli adulti: le domande sono sì realizzate dai bambini, ma l’intenzione e il tono sono facilmente riconducibili al mondo dei 'grandi'.

All'interno della puntata viene dato poco spazio all'iniziativa dei piccoli, per cui si perde completamente l’efficacia dei bambini (la naturalezza o la spontaneità, a cui talvolta segue qualche gaffe involontaria). Manca una reale interazione con gli ospiti e anzi, a precisa domanda, corrisponde sempre una risposta diretta (anche poco esaustiva), in cui non vi è possibilità di replica da parte dei ragazzini.

Si denota, quindi, un forte intervento di scrittura, che trasforma i bambini in meri esecutori delle scelte autoriali del programma.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che il format ha una scansione ritmica molto rapida, data dalla brevità della durata, nella quale i contenuti vengono eseguiti all'interno di alcuni segmenti, atti a distinguere i vari momenti dell’intervista.

Si inizia con una serie di domande intervallate dalla 'prova a sorpresa', una sorta di quiz, dalla 'prova alla lavagna', in cui il vip ha sessanta secondi per spiegare un termine, e infine il programma si conclude con le impressioni finali sull'incontro con il personaggio.