Nell'ultima puntata de Le Iene di domenica 11 novembre è stato trasmesso in tarda serata un servizio con protagonista un giovanissimo ragazzo di vent'anni che dichiara di esser guarito da quello che era il suo orientamento affettivo: l'omosessualità. Alessandro, è questo il nome del ragazzo siciliano, racconta di essere ormai un ex gay grazie alle incessanti preghiere della madre che ogni mattina rivolgeva a Gesù. Le Iene sono riuscite ad incontrare il ragazzo tramite la chiesa evangelica "Parola della Grazia" a cui egli appartiene.

Il racconto

Il ragazzo ripercorre inizialmente i momenti subito successivi alla ribalta in rete (il suo video era diventato virale giorni fa) e racconta che le cose che gli hanno scritto sui social l'hanno provato molto, ma non abbattuto, perché lui ha dalla sua parte Gesù.

Alessandro parla di questa guarigione avvenuta grazie alla religione e alle parole di Gesù. Prosegue dicendo che lui prima era un ragazzo infelice e che si sentiva solo. Giustifica l'attrazione per lo stesso sesso a causa della mancanza della figura paterna nella sua vita (i genitori sono divorziati). Racconta che in soli sette mesi è riuscito a cambiare il suo orientamento sessuale e che, anche se avesse avuto una relazione omosessuale, lui l'avrebbe portata a termine, perché ormai incline al sesso femminile.

L'inviato allora gli chiede come avesse reagito la madre successivamente al coming out e il ragazzo ha sinceramente risposto ricordando i pianti e le preghiere quotidiane della madre affinché diventasse eterosessuale e a quanto pare ci è "riuscita", perché ora Alessandro riesce ad avere un'attrazione sessuale verso le donne, nonché un approccio diverso, non più da amico.

La video intervista si conclude con le parole del ragazzo "io non capisco dove sta la grande bufera e lo scalpore. Cioè, se una madre prega per un figlio perché esca dalla droga va bene, ma se una madre dovesse pregare per un figlio che secondo i suoi principi, dice ‘Dio l’ha creato così'...".

Le polemiche sui social

Come detto, il video dell' "ex gay" circolava in rete già da qualche giorno prima della messa in onda del programma Mediaset e aveva già generato infinite polemiche a causa del messaggio, definito bigotto e pericoloso, e dalle sue parole che associano l'omosessualità ad una patologia medica.

Critiche che gli sono arrivate non solo dalla comunità lgbt a cui il ragazzo apparteneva, ma anche dai tanti italiani che non credono che l'omosessualità sia una malattia, ma solo una sfumatura del nostro essere.Gli attacchi, però, non hanno colpito solo il ragazzo, ma soprattutto la chiesa a cui egli appartiene capace di influenzare la vita e le scelte dei fedeli.

Purtroppo, ad oggi, delle volte la religione si fa vettore di messaggi e insegnamenti sbagliati, come è accaduto durante la lezione di religione a Moncalieri pochi mesi fa o tramite le parole della giornalista Nausica Della Valle, che ha dichiarato di essere guarita grazie a Dio dall'omosessualità.