E' stata il sogno proibito di molti italiani, una Marilyn a luci rosse. Sono trascorsi 25 anni da quel 15 settembre 1994, quando Moana Pozzi, la più famosa e amata diva italiana del cinema hard, moriva, ufficialmente a causa di un carcinoma fulminante ad appena 33 anni. Una vita breve ma intensa la sua, perché contraddistinta dalla capacità di conquistare la fama ben oltre il mondo a luci rosse.

Dagli scandali alle relazioni 'pericolose', in vita aveva fatto di sé un mito, rimasto inalterato dopo un quarto di secolo, tra segreti e un'immagine pubblica che non coincide con il ritratto privato. Mediaset l'ha ricordata ieri sera con una serata di inediti su Iris.

Dallo scandalo alla morte misteriosa

Il 15 settembre del 1994, Anna Moana Rosa Pozzi, in arte semplicemente "Moana", moriva in un ospedale di Lione, secondo la versione ufficiale dei fatti, per un tumore al fegato. Una morte misteriosa dopo una malattia breve e inesorabile tenuta nascosta al mondo, incredibile per molti all'epoca, e persino oggi non creduta da più di qualcuno. Ancora aleggia la leggenda che Moana sia viva da qualche parte, ma a smentirlo di recente è stato Rocco Siffredi, attore e produttore di film a luci rosse: "Ho vissuto con lei l’ultima parte della sua vita.

Era diventata magrissima, aveva perso più di 20 chili e aveva deciso di starsene in disparte. Era arrivata a vergognarsi di stare in mezzo alla gente. Moana non è scappata: è volata in cielo e questo è sicuro", ha dichiarato Siffredi. Il mistero della sua morte va di pari passo con quello della sua vita, trattandosi di un personaggio che sfugge ad ogni classificazione.

Genovese di nascita, era figlia di un fisico nucleare e di una casalinga.

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Gossip

Dotata di bellezza, sensualità, ironia, intelligenza, cultura e classe, Moana soaziò tra cinema, tv e politica. Ottima formazione, liceo scientifico dalle Orsoline prima, e poi studi di chitarra e clavicembalo al Conservatorio, smaniosa di libertà a 18 anni va via di casa per trasferirsi a Roma. Dopo lavoretti da modella e comparsate, arriva per lei la grande occasione di condurre un programma per bambini su Rai 2, 'Tip Tap Club', ma si intensificano anche le apparizioni in film proibiti e viene allontanata dai dirigenti Rai.

Nel 1986 arriva l'entrata ufficiale nel mondo dell'hard, quando Riccardo Schicchi la dirige in 'Fantastica Moana' e lei firma un contratto con la sua agenzia Diva Futura. Sono gli anni delle pellicole in compartecipazione con Ilona Staller, alias Cicciolina. La sua popolarità è tale che diventa ospite fissa nei salotti tv, la intervistano Maurizio Costanzo, Pippo Baudo e Gigi Marzullo. E' anche personaggio 'cult' di un programma di Antonio Ricci, Araba Fenice, in cui rivestita solo di cellophane fa l'opinionista.

Negli anni Novanta, entra in politica con il Partito dell'Amore, prima esperienza di un movimento di 'antipolitica', mentre la sua collega Cicciolina, era già in Parlamento con i Radicali. In piena Tangentopoli, scende il lizza per le elezioni politiche del 1992, poi come sindaco di Roma: punti salienti del suo programma, la riapertura delle case chiuse e i parchi dell'amore.

Nel suo libro scandalo, oggi introvabile, 'La filosofia di Moana', dà le pagelle ai suoi presunti amanti, tra cui Marco Tardelli, Beppe Grillo, Luciano De Crescenzo, e l'allora segretario del partito socialista Bettino Craxi, l'unico mai nominato.

Secondo alcuni sarebbe morta di Aids o di epatite cronica infettiva: allora c'erano pochi controlli e protezioni per chi lavorava in un ambiente comunque a rischio. Il giornalista Giampiero Mughini che la conosceva, si è detto convinto che sia invece morta di Aids.

Per Eva Hanger, che fu sua collega, oltre che moglie di Riccardo Schicchi, la data della morte non coinciderebbe con quella reale. Prima di entrare nel coma diabetico fatale, Schicchi confessò alla moglie che Moana sarebbe nascosta nella Polinesia francese, irriconoscibile e felice. I funerali si tennero in forma privata e sarebbe stata cremata. Non esiste una tomba, o almeno non è mai stata indicata dalla famiglia.

Paolo Villaggio, ritratto atipico di Moana

Il racconto che di lei fece Paolo Villaggio, suo amico di vecchia data che le fece avere una particina nel film del 1984 'A tu per tu', con lo stesso Villaggio e Johnny Dorelli, è ben diverso dall'immagine ufficiale di Moana. "Era frigida, anche sentimentalmente", disse il comico genovese, sostenendo che odiava il mondo di corrotti che le girava intorno e non avrebbe mai amato nessuno. Ieri su Iris tv è andato in onda uno speciale dal titolo 'Moana Pozzi: storia di una diva”.

Di certo dopo tanto tempo, sono ancora molti i misteri che circondano la sua figura. Ebbe un marito 'segreto', Antonio Di Ciesco, che per il ventennale della sua morte dichiarò di averla aiutata a morire iniettandole aria nella flebo. Ma sarebbe stato smentito dai medici. "E' rimasta ingabbiata nella sua ambizione. Il suo vero obiettivo è stato l'avere e non l'essere. Voleva essere felice, ma ha imboccato l'autostrada del successo inteso come guadagno", disse Villaggio che sosteneva di averla sentita confessare d'essere sieropositiva.

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