Fedez ha attaccato pubblicamente il Codacons. Ieri pomeriggio, venerdì 27 su Instagram, il marito di Chiara Ferragni ha segnalato un banner presente sul sito dell'associazione dei consumatori, dove viene richiesta una donazione agli utenti. Il messaggio in questione fa riferimento al Coronavirus e sembra quindi finalizzato a sostenere una raccolta fondi per far fronte, in qualche modo, all'emergenza sanitaria. In realtà Fedez fa notare che il Codacons non avrebbe attivato alcun aiuto con tale scopo.

Fedez sui social contro il Codacons

Nel pomeriggio di oggi, Fedez ha pubblicato sul suo profilo Twitter un messaggio che recita: "Fate girare!

Codacons sta spacciando sul loro sito una campagna di raccolta fondi apparentemente contro il coronavirus, quando basta cliccare sul banner per scoprire che le donazioni servono a sostenere solo loro stessi. Ma è possibile che nessuno intervenga?"

Qui sotto il tweet apparso sul profilo social del marito di Chiara Ferragni.

Nell'immagine che accompagna il messaggio, il rapper ha riportato il banner cliccabile presente sul sito del Codacons.

A detta del cantante si tratta di una pubblicità ambigua, in quanto viene citata la frase 'a fianco dei cittadini contro il Coronavirus'. Tale banner è definito da Fedez come 'clickbait', perché è ingannevole: cliccandoci, infatti, si viene indirizzati verso una donazione a favore della stessa associazione.

Non si tratterebbe pertanto di un'iniziativa benefica per far fronte all'emergenza sanitaria.

Il Codacons controlla le donazioni dei Ferragnez: le motivazioni

Sulle sue storie Instagram, oggi pomeriggio, Fedez ha spiegato inoltre che il Codacons sta cercando di fare verifiche in merito alla raccolta fondi che lui e sua moglie Chiara hanno creato e sponsorizzato sul sito Gofoundme.

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori è intervenuto qualche giorno fa nei confronti del sito di donazioni per effettuare delle verifiche. Le motivazioni del Codacons sono state spiegate in un loro comunicato nel quale hanno affermato che la piattaforma utilizzata dalla coppia non sarebbe molto trasparente: sembrerebbero esserci dei costi nascosti connessi alle transazioni con carte di credito e le commissioni incassate dalla società non sarebbero chiare. Per quanto riguarda i soldi raccolti dalla campagna benefica dei Ferragnez, è necessario per il Codacons, ottenere il totale delle commissioni incassate dalla società che gestisce le donazioni e verificare quanto realmente sia stato speso per l'ospedale San Raffaele.

Le ragioni di Fedez e la risposta di Codacons

Fedez ha affermato che, nel momento in cui lui e sua moglie hanno creato la campagna di raccolta fondi per l'ospedale San Raffaele di Milano, hanno chiesto a Gofoundme di donare una parte del loro profitto agli ospedali e la società ha donato agli ospedali di Bergamo, Cremona e al Policlinico di Milano 250.000 euro. Fedez si è detto contrario alla decisione del Codacons di bloccare tutte le donazioni che sono state fatte attraverso questo sito internet. Il rapper ha affermato che è inaccettabile annullare tutte queste donazioni in un momento così critico e ha detto:

"Non dimentichiamoci che questa è l'associazione che dovrebbe garantire trasparenza e tutela del consumatore, che viene a fare le pulci a me e mia moglie, chiedendoci come sono stati spesi i soldi"

Fedez ha proseguito dicendo che, grazie alla sua iniziativa, in 8 giorni è stato creato da zero un reparto di terapia intensiva al San Raffaele di Milano ed ha controllato personalmente l'avanzamento dei lavori.

Il cantante ha proseguito mostrando una risposta del Codacons data su Twitter in cui, la stessa associazione, ha affermato di essere in difficoltà a causa del Coronavirus e per questo motivo ha richiesto le donazioni ai cittadini. Qui sotto il tweet.

Fedez ha terminato le sue storie Instagram chiedendo alle istituzioni di intervenire. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ha risposto a tali affermazioni attraverso il sito istituzionale:

“Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l’emergenza Coronavirus”.

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