Attrice, showgirl e influencer. Paola Saulino è nata a Napoli. Diverse sono state le esperienze nel mondo dello spettacolo. Ha esordito al cinema grazie al film 'Pazze di me' nel 2013 e ha preso parte anche alla serie televisiva '1992' su Sky. Paola segue il calcio ed è tifosa del Napoli. Il lavoro da influencer ha subito uno stop perché il suo account Instagram è stato bloccato. Blasting News l'ha contattata per un'intervista nella quale Paola parla di questo inconveniente, del Napoli e della sua vita.

Account Instagram di Paola Saulino bloccato

Paola, parliamo di quanto accaduto con Instagram. Il tuo account è stato bloccato. Ci racconti cosa è successo e perché?

“L’evidenza nelle cose è che mi hanno bloccato l'account. Che io sappia o riesca a ricordare non ho fatto nulla di male. Sono a posto con la coscienza. Non ho violato in nessun modo le linee guida. Avendo fatto delle ricerche sono emerse delle supposizioni nessuna delle quali rimanderebbe a contenuti sensibili, di tipo erotico. C’era la probabilità di aver violato il copyright secondo una ricerca effettuata. Ho chiamato delle agenzie che potessero parlare con l’assistenza. Una ricerca vagamente più approfondita tracciava come l’origine di tutto una violazione account e intendo hackeraggio.

Si tratterebbe di una criminalità del web e se dovesse essere vero andrò fino in fondo. Non ho una lettera vera e propria, una mail certificata, l’unica cosa che mi servirebbe anche per compiere un’azione contro colui che ha commesso l’eventuale crimine. Ho bisogno della certezza che è avvenuto. Instagram non comunica i motivi e questo mi fa veramente riflettere.

Io sono un personaggio pubblico, il profilo viaggiava bene con un milione e trecentomila followers, c’era una spunta blu. Come è possibile bloccare un account del genere senza un minimo di avvertimento. Questo potrebbe accadere a tutti gli utenti e in modo molto più semplice. Sono incredula. Cosa potrei dire io di offensivo o lesivo?

Io parlo di amore. Sono perplessa”.

Eri molto presente su quel social con scatti, video e dirette. Cosa cambia per te ora?

“Cambia la mia vita. Io avevo in essere contratti con aziende che avrei dovuto firmare da gennaio. Mi è stata tolta la possibilità di lavorare. Avevo uno spazio mio che ho meritato con anni di sacrificio, esposizione e, soprattutto con talento. Quei contenuti non si creano da soli. C’è una donna che ha lavorato, ha studiato, ha voluto creare un tipo di personaggio e una carriera che si basa su quella comunicazione e su quella esposizione. C’è bisogno di energia, consapevolezza che non si acquisisce dall’oggi al domani. Ci ho messo 15 anni per divenire popolare.

I miei contenuti sul calcio da 2-3 anni che si chiamavano ‘'Il fallo della settimana'’ e ‘'Mettilo dentro'’ hanno dietro uno studio importantissimo.

Leggo il giornale e vedo la televisione per fare quella formazione o per parlare di quei falli avvenuti durante la settimana. Io spendo soldi per creare quei contenuti. Lo schermo verde, il microfono, il montaggio non ci sono da soli ma li pagavo di tasca mia. Offrivo un servizio ai miei followers. Per tre settimane ho portato avanti la mia rubrica postandola su Facebook, una pagina minore che non avevo curato particolarmente e un pubblico non avvezzo che forse non conosceva la comicità utilizzata su Instagram. Ho deciso di non portarlo più avanti perché devo badare a me stessa. Dal momento che Instagram mi ha tolto la possibilità di guadagnare, se devo conservare o spendere dei soldi li devo usare per pagarmi l’affitto

Chi è Paola Saulino e la sua carriera

Spostandoci sul personale, chi è Paola Saulino?

“Sono una giovane donna forte. Mi sento ancora incompresa così come da bambina nata e cresciuta a Napoli che non aveva grande comunicazione con il mondo che mi circondava. Mi sento decisamente unica, per quanto lo siamo tutti quanti. Mi sento in maniera positiva una diversa ed è per questo che sono dalla parte della minoranza sempre. Il più grande dolore che posso ricevere è che il popolo non è dalla mia parte. Attaccare me significa attaccare sé stessi. Io non sono una potente del mondo. Io i miei limiti li ho abbracciati e ho cercato di superarli creando qualcosa. Sento molto dolore se non ha la vicinanza di quello strato di popolazione in cui possa rispecchiarsi”.

Hai recitato al cinema in ‘Pazze di me’ e anche in 1992, serie televisiva su Sky.

Ti rivedremo nel ruolo di attrice?

“Io ho fatto queste banali comparse che non potevano gratificarmi come attrice. Mi vedrete presto in perché ho esordito in un film di Rai Cinema. Il titolo è ‘Padri’, regia di Mario Sesti. C’è un cast molto importante tra Chiara Francini, Maria Grazia Cucinotta. Non so per via del Covid quando uscirà ma ho un ruolo: mi chiamo Camilla. È un film drammatico a dispetto di quello che si poteva immaginare. Qualcun altro che mi segue sul web mi aveva visto in un ruolo comico. Avevo fatto un cortometraggio con ‘I ragazzi dello Zoo di 105’. Quando mi vedranno come attrice immaginano un ruolo comico, nel film ‘Padri’ mi vedrete in una veste drammatica. Sono contenta e curiosa per quando uscirà di vedere il risultato”.

Paola Saulino e il Napoli

Segui il calcio e sei tifosa del Napoli. Una stagione complicata per i campani?

“Negli ultimi mesi sono stata a Dubai e non ho seguito molto bene. So che siamo usciti da tutto. Non so e non riesco a dare un giudizio tecnico avendo perso gli ultimi mesi. Ho seguito le informazioni su Internet ma non ho seguito ciò che accadeva il campo. Rispondo a questa domanda dicendo che non vedo l’ora che comincino gli Europei. Ovviamente sempre forza Napoli e spero che si possa chiudere questo campionato nel modo migliore. Sarò un’accanita tifosa dell’Italia e spero di creare un format per questo evento. Questi avvenimenti internazionali con una popolazione vasta sono una grandissima vetrina per potersi esprimere.

Sto valutando l’idea, non so se con Instagram se lo dovessi avere, di poterci mettere bocca, volendo usare un doppio senso”.

Una stagione difficile anche per la morte di Diego Armando Maradona.

“Sono stata molto male e ho scritto su questo avvenimento. Vivo lontana dalla mia famiglia e mi sento napoletana a distanza. Quando è morto Maradona, io ho sentito mio padre e i miei fratelli ed è stato un modo per ritornare a quei ricordi di infanzia che mi vedono vicina alla mia famiglia. Trovo meschino qualsiasi tentativo di sminuire l’essere umano quando si cercava di celebrare un campione. Scagli la prima pietra chi è senza peccato. Se volessero esempi da seguire si rivolgessero a Santi. Ci si dimentica che esistono gli uomini dietro ai personaggi e lo dico anche per me.

Maradona era una campione a livello mondiale e non capisco perché la gente dimentica l’umanità dietro la figura professionale”.

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