Nella terza stagione de La forza di una donna, Sirin crederà di aver finalmente vinto. Grazie all’aiuto di Enver, sarà convinta di poter fuggire e rifarsi una vita lontano da tutti, dopo aver ucciso Sarp. Ma l’uomo, distrutto dal rimorso, la tradirà consegnandola alla polizia, ponendo fine alla sua lunga scia di menzogne.

Il piano di fuga di Sirin

Sirin crederà di avercela fatta. Grazie a Enver, che le porterà persino del denaro, sarà convinta di poter finalmente fuggire e ricominciare altrove, dopo aver ucciso Sarp. L’uomo le assicurerà che potrà iniziare una nuova vita, lontana da tutto e da tutti.

Sirin lo abbraccerà, con un sorriso di quelli che nascondono l’inganno, certa che il destino stia di nuovo giocando a suo favore.

L’arresto che cambierà tutto

Ma proprio quando starà per lasciare l’hotel, la porta si aprirà all’improvviso. Degli agenti entreranno e la bloccheranno: "Sirin Sarikadi, deve accompagnarci". "Perché?", chiederà lei con falsa innocenza. "È accusata di aver commesso due reati: l'omicidio di Sarp Cesmeli e il tentato omicidio di Doruk Cesmeli. Ha diritto di rimanere in silenzio, ma deve rispondere alle domande sulla sua identità. Ha anche diritto a un avvocato. Andiamo".

Il tradimento di Enver

Sirin resterà pietrificata. Capirà in quell’istante che Enver, l’uomo che aveva sempre manipolato e ingannato, l’ha consegnata lui stesso alla polizia.

Non saprà che Kismet – avvocatessa e sorella di Arif – nascosta in un furgone all’esterno, ha registrato ogni parola della conversazione tra padre e figlia. Una volta compiuta la sua missione, l’avvocata si allontanerà con Cem, il suo compagno, pronta a cominciare la sua nuova vita.

Un padre distrutto dal dolore

Enver, invece, ha compiuto il sacrificio più doloroso della sua esistenza: tradire sua figlia per salvarla da se stessa e per rendere giustizia alle vittime. Mentre Sirin verrà trascinata verso l’auto della polizia, cercherà disperatamente i suoi occhi. In quel momento, Enver ripenserà a ogni ricordo condiviso, alle volte in cui avrebbe voluto proteggerla e non ci era riuscito. Le lacrime gli annebbieranno la vista, ma saprà che quella scelta dolorosa è l’unico modo per porre fine al male che Sirin ha seminato.

L’addio tra padre e figlia

"Papà! Papà, aiutami, per favore! Non lasciare che mi portino via", griderà con le lacrime agli occhi. "Papà! Perché mi hai consegnata alla polizia? Devi dire loro di lasciarmi andare".

Enver resterà immobile, distrutto ma consapevole di aver fatto ciò che andava fatto. Sirin, sconvolta e urlante, continuerà a invocarlo: "La mamma ti aveva detto di proteggermi! Non puoi lasciare che mi portino via". Ma ormai sarà troppo tardi. Le manette ai polsi segneranno la fine del suo regno di menzogne.