Nelle prossime puntate de La notte nel cuore, Hikmet scoprirà la verità più dolorosa: Samet ha ipotecato la loro casa di nascosto, firmando documenti falsi a suo nome. Quando alla porta si presenteranno un ufficiale giudiziario e un’avvocata della banca creditrice, capirà di essere stata ingannata. “Hai venduto la mia casa come se fossi niente”, griderà tra le lacrime.
L’arrivo degli ufficiali giudiziari che cambierà il destino di Hikmet
I problemi di Samet sono sempre stati i debiti, e i suoi familiari se ne renderanno conto ancora di più dopo la sua morte.
La prima a fare i conti con questa situazione sarà Hikmet, che verrà sorpresa dall’arrivo di due sconosciuti alla porta del suo palazzo: Dilaver Karan, ufficiale giudiziario del quinto tribunale esecutivo, ed Eylem Petek, avvocata della banca creditrice. La donna non capirà subito il motivo della visita e proverà a mantenere la calma.
"Sono Hikmet Günser", dirà con voce ferma. L’uomo risponderà con tono istituzionale: "Buongiorno, signora Hikmet. Sono Dilaver Karan, ufficiale giudiziario del quinto tribunale esecutivo. Questa signora invece è l’avvocata Eylem Petek, rappresentante legale della banca creditrice".
A quelle parole, Hikmet si irrigidirà. "E io che dovrei farci con queste informazioni?
Di quale esecuzione e di quale avvocata state parlando?". "Oggi dovrete liberare l’edificio", annuncerà l’uomo.
La verità sull’ipoteca nascosta da Samet
La reazione di Hikmet sarà immediata. "Come, scusate? Ci dev’essere un errore. Noi, come vincitori dell’asta, abbiamo acquistato questa casa da Tahsin Yenişehirli. Avete confuso le particelle catastali: la loro è un’altra, la mia è diversa".
Ma la replica dell’avvocata annienterà ogni speranza: "No, signora Hikmet, stiamo parlando proprio del vostro terreno. La vostra particella risulta ipotecata presso la nostra banca. Vi sono stati inviati quattro avvisi di sfratto, ma non avete lasciato l’immobile".
Confusa e indignata, Hikmet cercherà di ribattere: "Siete un’avvocata, vero?
E come fa una banca a far lavorare persone come voi? Non capisco". Senza perdere la calma, risponderà: "Non c’è nulla da non capire. Quando ho comprato questa villa, i documenti erano puliti. Non c’era alcuna ipoteca, niente di niente".
A quel punto, l’avvocata aggiungerà: "Signora Hikmet, l’ipoteca è stata registrata dopo che la proprietà è passata a vostro nome, non prima". Hikmet sgranerà gli occhi. "È impossibile. Chi avrebbe potuto ipotecarla dopo che l’ho acquistata?".
Eylem mostrerà allora una cartella piena di documenti e spiegherà con voce ferma: "Le spiego. Guardi qui: con la procura che avete firmato a nome di Samet Sansalan, la particella numero 37, quartiere 4, il vostro immobile registrato, è stato ipotecato alla nostra banca per un prestito".
L’urlo di Hikmet: la rabbia e il dolore del tradimento
Hikmet dovrà affrontare la verità: Samet l’ha ingannata, ipotecando la casa all’insaputa sua.
"Bravo, Samet, proprio tu. Sei riuscito a rovinarmi la vita con una sola firma. Come hai potuto? Ti ho dato fiducia, ti ho dato tutto! E tu mi hai venduta alla banca come se fossi niente", urlerà Hikmet continuando. "Non posso crederci, dopo tutto quello che ho fatto per te. Ti sei preso anche la mia casa, il mio ultimo respiro di dignità".
"Non sei mai stato dolce, Samet. Né da bambino, né da uomo. Non hai mai lasciato niente di buono dietro di te, solo dolore", dirà Hikmet, concludendo: "Basta! Ti odio, Samet! Ti odio con tutto me stessa!".