Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà ad Andrea Pucci dopo la scelta di rinunciare alla co-conduzione di una delle cinque serate del Festival di Sanremo: "È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare di salire su un palco".
In una nota all'Ansa, domenica 8 febbraio il comico ha comunicato il dietrofront e ringraziato Carlo Conti per l'opportunità che gli aveva dato. Tuttavia Pucci ha ritenuto giusto fare un passo indietro a causa delle minacce, insulti ed epiteti rivolti a lui e alla sua famiglia.
Inoltre il diretto interessata ha riferito che nel 2026 il termine "fascista" non andrebbe utilizzato poiché esistono persone di destra e di sinistra che si confrontano in modo democratico. Le polemiche intorno all'annuncio del 61enne di Milano erano scaturite perché in passato, sul proprio account Instagram Pucci ha ironizzato sull'aspetto fisico di Elly Shlein, mentre in uno spettacolo teatrale aveva ironizzato sull'orientamento di Tommaso Zorzi.
Le parole di Giorgia Meloni
Dopo il dietrofront di Andrea Pucci, su X Giorgia Meloni ha spiegato che nel 2026 fa riflettere che un artista debba rinunciare ad una proposta di lavoro ricevuta solo ed esclusivamente per il clima di intimidazione che si è creato intorno a lui e alla sua famiglia.
Dunque ha proseguito: "Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco". La Premier con sarcasmo si è domandata con quale criterio la sinistra parli di democrazia e poi sia la prima a censurare chi ha un'ideologia diversa. Infine Giorgia Meloni si è detta spaventata dalla deriva illeberale che sta prendendo la sinistra.
Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui.
Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 8, 2026Meloni difende Pucci, ma sul web scoppia una nuova polemica
Le parole spese dalla Premier Giorgia Meloni nei confronti di Andrea Pucci non sono passate inosservate.
Matteo Renzi ha immediatamente replicato: "Giorgia Meloni non viene mai in Parlamento per parlare di pressione fiscale e di sicurezza. E però oggi interviene sul festival di Sanremo dando la colpa all’opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un Governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli. Abbiamo un mondo impazzito e l’Italia in mano a due influencer che prendono like pensando a Sanremo. Nel frattempo secondo l’Istat aumenta la povertà delle famiglie e crolla la produzione industriale ma la nostra Premier ci parla di Sanremo". Un utente ha affermato: "Il fatto che Giorgia Meloni definisca Pucci un'artista già fa ridere".
A fare eco ci ha pensato un altro utente: "Il Presidente del Consiglio ha espresso solidarietà per il passo indietro di Pucci, ma non ha proferito parola su Ghali che alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina non è mai stato menzionato dal telecronista". Un altro utente ha affermato: "Insultare la gente sul proprio orientamento non fa affatto ridere". Tra i vari utenti c'è anche chi ha ironizzato sulla situazione che si è venuta a creare: "Me lo immagino Carlo Conti che prima di dare il nome del prossimo co-conduttore va a vedere sull'account se vota a destra o sinistra". Selvaggia Lucarelli ha invece affermato: "Quindi Meloni è scesa in campo per difendere l’autore, tra le altre cose, di body shaming becero e volgare nei confronti di una sua avversaria politica a sinistra.
Body shaming che per giunta non è inserito in uno show 'satirico' ma è semplicemente robaccia vomitata sui social dal suo beniamino. E siccome questa roba fa schifo e giustamente c’è chi fa notare che fa schifo, Giorgia dà la colpa alla sinistra. Non fa una piega".