Conduttore di tredici Festival di Sanremo, Pippo Baudo ha lasciato un’impronta che è fonte di ispirazione per tutti coloro che vengono chiamati a presentare un evento tanto illustre. Il suono della sua voce - probabilmente derivava da alcune registrazioni o dall’intelligenza artificiale - dà il via alla settantaseiesima edition di Sanremo 2026.

Non è in scena, ma è presente. L’Ariston urla il suo nome più volte: «Pippo, Pippo». Un coro spontaneo. Un tributo diretto.

Conti spiega la scelta: «Ho deciso di omaggiare colui che ha ideato tutte le dinamiche che si celano nel Festival come lo conosciamo oggi.».

Nessun artificio. Solo memoria. Il risultato funziona. Il pubblico riconosce la continuità.

Ed è un momento che segna la linea della serata che, nonostante tutte le attenzioni, porterà a una serie di gaffe - la dimenticanza di nomi e di microfoni accesi - che hanno mobilitato l'opinione pubblica sui social.

1. L’autotune di Olly che divide

Ad aprire le esibizioni è Olly, vincitore della scorsa edizione. Torna come ospite a Sanremo 2026 con “Balorda nostalgia” in versione orchestrale.

«Mi sembrava giusto ripartire da dove eravamo rimasti», dice Conti. La scelta è chiara: affidare l’inizio a chi aveva chiuso l’ultima edizione.

L’arrangiamento funziona. L’autotune meno. L’effetto è percepibile. Sui social il dibattito parte subito: c’è chi lo considera una scelta stilistica mentre altri lo percepiscono come un problema di stonatura.

2. Il nome sbagliato: Anna diventa Gianna

La prima incertezza arriva durante la presentazione della signora Anna, 105 anni, invitata come simbolo di partecipazione civile. Laura Pausini la chiama “Gianna”.

Un lapsus breve, ma evidente. Carlo Conti interviene per riportare ordine. L’errore viene corretto durante la diretta di Sanremo 2026 con il direttore artistico che ripete più volte - con tono ironico e di richiamo alla concentrazione - il nome della signora Anna. Il pubblico reagisce con un applauso di incoraggiamento.

La diretta non concede pause. Il nome resta. E l’episodio diventa il primo inciampo della serata.

3. Microfono acceso e battuta fuori onda (che fuori onda non è)

Il momento più commentato della prima puntata di Sanremo 2026 riguarda ancora Pausini.

Durante la presentazione di J-Ax, la cantante non si accorge di essere inquadrata e con il microfono attivo.

«Eh prima mi avevate messo il microfono al petto ora il gelato in mano!». La frase arriva chiara in sala e in tv.

Quando la cantante se ne accorge, ironizza: «Mamma, va tutto bene». Prova a trasformare l’imprevisto in gag. L’effetto è spontaneo. Ma resta una disattenzione tecnica.

4. Lo sketch in turco: idea ambiziosa, risultato incerto

Nel tentativo di alleggerire il ritmo di Sanremo 2026 entra in scena Can Yaman che - accompagnato dalla straordinaria voce di Laura Pausini - prova a cantare “Kuzu Kuzu” di Tarkan.

La scena punta sull’ironia linguistica. Il dialogo però appare rigido. I tempi comici non si incastrano.

Il pubblico resta in standby.

Non si tratta di un errore tecnico ma di una gaffe di costruzione. Uno sketch con poco equilibrio e che in diretta si percepisce. E pesa.

5. La scritta “Repupplica” sullo sfondo

Durante l’intervento della signora centenaria a Sanremo 2026, alle spalle del palco compare una scritta sbagliata: “Repupplica” anziché “Repubblica”.

Un refuso grande, visibile. La correzione non avviene in modo tempestivo e le immagini circolano sui social in pochi minuti.

In un Festival che cura ogni dettaglio scenografico, l’errore grafico colpisce. È una svista che distrae da un momento solenne.

Laura Pausini co-conduttrice: emozione, ironia e qualche gaffe

L’ingresso di Laura Pausini come co-conduttrice di Sanremo 2026 parte con tensione.

È emozionata. Sbaglia qualche nome e fa qualche gaffe. Carlo Conti la corregge e la prende per il braccio per accelerare le presentazioni.

Pausini però non si scompone dinnanzi alle gaffe. Sorride. Gioca con le parole prima della pubblicità: «Prendiamoci una Pausini». Nella gag in spagnolo, Conti diventa “Carlos Cuentas”. Il pubblico reagisce con leggerezza.