Zerocalcare ha risposto alla polemica scaturita sulla serie animata “Due Spicci”, appena approdata su Netflix. La controversia è nata da segnalazioni anonime che denunciavano retribuzioni insufficienti per gli animatori. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, l’autore ha chiarito il suo ruolo, limitato alla sfera creativa, escludendo responsabilità nella gestione delle risorse umane o economiche.
Il chiarimento dell'autore
“Scusate, questo è un video serio e banale che dice cose scontate, ma visto quanto è montata la polemica in questi giorni mi sembra che di scontato non ci sia più nulla”, ha esordito Zerocalcare.
L'autore ha spiegato di occuparsi di scrittura, disegno dei personaggi e doppiaggio, senza avere potere decisionale su assunzioni o compensi. Ha aggiunto: “Non ho proprio accesso a quelle informazioni. Io le due o tre volte che ho incontrato qualcuno, nessuno mi ha mai esposto una lamentela o detto che lavoravano in una situazione critica”, rammaricandosi di non essere stato visto come un possibile alleato dai collaboratori.
Contesto della polemica
La controversia è sorta dopo segnalazioni anonime sulle condizioni economiche degli animatori di “Due Spicci”. La serie, creata, scritta e diretta da Zerocalcare, è il terzo capitolo della sua trilogia animata su Netflix, dopo “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”.
In risposta alle accuse, Zerocalcare ha chiarito di non avere ruolo nella produzione o gestione del personale, ribadendo la sua estraneità a decisioni economiche e organizzative.
Ruolo creativo, non produttivo
Il fumettista ha distinto il suo contributo artistico da quello produttivo, non essendo coinvolto in dinamiche contrattuali o salariali. La sua dichiarazione mira a chiarire che, pur essendo volto e voce della serie, non ha responsabilità nella gestione delle risorse umane.