Emanato un atto di indirizzo per la definizione del nuovo Piano nazionale relativo allo sviluppo aeroportuale da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Questo atto contiene l'elenco degli aeroporti da mantenere in vita e per i quali sarà confermata la concessione nazionale. In Italia attualmente sono attivi in tutto 112 aeroporti: 90 aeroporti civili, 11 aeroporti militari aperti al traffico civile e 11 ad uso esclusivamente militare. Per quanto attiene agli aeroporti civili, si evince dall'atto di indirizzo, che rimarranno aperti solamente quelli che vengono ad essere classificati di interesse nazionale.

Sono di interesse nazionale gli aeroporti che rientrano nella cd.

Core Network (dislocati in città o nodi primari e dunque di rilevanza strategica a livello UE). In questo gruppo troviamo gli aeroporti di Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.

Sono di interesse nazionale anche tutti quegli aeroporti che rientrano nella cd. Comprehensive Network ossia:

  • Quelli con traffico superiore al milione di passeggeri all'anno (Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona) e quelli che pur avendo un traffico passeggeri inferiore al milione, raggiungano comunque quota 500 mila utenze ed abbiano specifiche caratteristiche territoriali che ne consigliano il mantenimento in vita (Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste).
  • Quegli aeroporti che risultano essere indispensabili per la continuità territoriale: gli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria.
  • Gli aeroporti che pur non rientrando nella rete europea abbiano un traffico annuo che si approssima al milione di passeggeri e un trend commerciale in crescita (in questa categoria il solo aeroporto di Rimini) o che per loro posizionamento geografico siano destinati alla delocalizzazione del traffico di grandi aeroporti (nell'elenco specifico il solo aeroporto di Salerno).

In buona sostanza, se questi sono i numeri, il ridimensionamento è consistente: rimangono in vita alle condizioni fissate dall'atto di indirizzo in tutto una trentina di aeroporti civili sui 90 fino ad oggi esistenti.

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Se dal punto di vista dell'organizzazione del traffico aeroportuale in maniera più razionale questo piano appare positivo, non altrettanto può dirsi per la ricaduta sui livelli occupazionali del settore che la sua applicazione andrà a generare.