Dopo giorni di unità d'intenti arrivano i primi forti dissidi interni al cosiddetto Movimento dei Forconi, che a partire dal 9 dicembre scorso aveva dato inizio all'accesa protesta contro il Governo e contro una politica sempre più distante dalle esigenze dei cittadini.

Quello che doveva essere l'apice della contestazione, è finito per divenire l'elemento della discordia: la manifestazione del 18 dicembre 2013, che avrebbe dovuto riunire tutti coloro che in questi giorni sono scesi nelle piazze italiane, è stata disconosciuta da una parte cospicua dei promotori dello sciopero.

Come si legge sul sito 9dicembre.it, l'asse portante del Movimento, quella formata dal duo Chiavegato-Ferro, si è dissociata dall'iniziativa promosso da Danilo Calvani, altra personalità leader all'interno dei Forconi.

Nella nota si legge che tutti i presidi presenti sul territorio italiano che fino a questo momento hanno fatto capo a Calvani, direttamente o indirettamente, non sono più collegabili al duo di cui sopra.

Una rottura che rischia di sgonfiare di molto la portata della manifestazione romana che a questo punto appare in dubbio. Chi non ha tentennamenti è lo stesso Calvani che ha voluto ribadire le proprie intenzioni: 'Ferro e Chiavegato stanno preparando il terreno alla costituzione di un nuovo partito: non è questo il nostro intento, per questo mercoledì 18 dicembre il popolo sovrano andrà a Roma. Non esistono capi che decidono per altri o per i propri interessi: viva l'Italia e che Dio ci benedica'.