Mancherebbe poco all’accordo tra #norwegian Air Shuttle – compagnia low cost norvegese – e #ryanair per far partire effettivamente un sogno di cui si parla ormai da tempo: volare da una sponda all’altra dell’Atlantico a prezzi davvero stracciati. Si parla di cifre che per un volo per New York, ad esempio, partirebbero dai 70 euro a tratta (138-140 euro andata e ritorno). Lo rivela il Corriere della Sera. L’amministratore delegato di Norwegian, Bjørn Kjos, ha specificato all’agenzia Reuters che l’accordo con Ryanair, la più grande low cost europea per traffico e destinazioni servite, potrebbe arrivare già entro il 2017 e che si sta parlando già degli aspetti tecnici.

Ma nelle intenzioni di Norwegian per il suo piano voli a basso costo Oltreoceano pare ci sia anche quella di firmare accordi con altre compagnie: easyjet in primis ma anche Vueling, grazie alla loro forte presenza in Europa e in particolare - rispettivamente - negli hub di Londra Gatwick e di Barcellona e Madrid. Con queste ultime due compagnie, però, sempre secondo quando fa trapelare il Corriere, ci sono notizie meno dettagliate circa l'avanzamento dei colloqui. Mentre sembra certo che Ryanair starebbe dialogando a sua volta anche con Aer Lingus (con base a Dublino, quindi già vicina all’Atlantico) per foraggiare anche quest’ultima con passeggeri europei da ‘traghettare' poi verso gli States.

Come è possibile

Portare passeggeri a tariffe così basse dall’Europa (Italia inclusa) verso gli Usa sarà possibile grazie all’utilizzo da parte di Norwegian di scali americani secondari e bisognosi di traffico, proprio sulla base del modello che Ryanair ha seguito in Europa nella sua scalata al mercato (oggi, invece, vola praticamente dappertutto, con un network di oltre 200 destinazioni).

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I passeggeri italiani ed europei volerebbero quindi dalle proprie città, a basso costo, verso gli hub della compagnia norvegese nel Vecchio Continente (Londra Gatwick, Barcellona, Oslo, Stoccolma) sugli aerei a corto-medio raggio di Ryanair ed eventualmente easyjet o Vueling, per poi imbarcarsi da lì sugli aeromobili di Norwegian adatti a lunghe tratte: i nuovi ed efficienti Boeing 787 Dreamliner (a corridoio doppio) e i Boeing 737 Max (a corridoio singolo e ancora da consegnare alla Compagnia).

Le destinazioni raggiunte in USA potrebbero essere Oakland, proprio di fronte a San Francisco oppure, per raggiungere New York, il T.F. Green Airport’ nei pressi di Providence, Rhode Island, che da New York dista però poco meno di 3 ore di auto/bus. Possibile, sempre nell'area di New York, anche l'arrivo allo Stewart International Airport o al Portsmouth International Airport (che però è in New Hampshire).

Extra da tenere in conto

L’uso di aeroporti secondari col sistema Ryanair-Norwegian permette di ottimizzare i costi operativi e tenere quindi i prezzi bassi per il passeggero, ma bisogna tenere in conto il tempo e il costo aggiuntivo necessari per raggiungere il centro delle città di ultima destinazione (se non si sta optando per piccole città satelliti); oltre al fatto che molto probabilmente nella tariffa stracciata saranno inclusi solo il posto standard e il bagaglio a mano (qualsiasi servizio a bordo sarà quindi extra, ed è difficile immaginare un volo di 7-8 ore senza mangiare o bere nulla, o di partire così lontano con solo un piccolo trolley a mano).

Tutto questo va tenuto in conto per verificare il costo effettivo del volo low cost verso gli USA e confrontarlo con quello di una compagnia tradizionale.

Certo è che si apriranno nuovi spazi di mercato per nuove tipologie di passeggeri, e che organizzare un viaggio negli Usa potrà tutto sommato, con qualche accorgimento e rinunciando a qualche comodità, essere di più ampia portata. #voli low cost