L’estate 2026 ha segnato un significativo incremento delle vacanze in montagna in Italia, un fenomeno trainato in larga parte dalle intense ondate di caldo che hanno caratterizzato la stagione. Si stimano circa 7,8 milioni di arrivi nelle aree montane e appenniniche del paese, con un notevole aumento del 14,4% rispetto all’estate precedente. Le presenze complessive hanno superato i 79 milioni, registrando un incremento del 5,8% rispetto al 2025.

Il fatturato complessivo generato dal sistema della montagna estiva ha raggiunto i 6,6 miliardi di euro, evidenziando una robusta crescita dell’8,2%.

Questo incremento è stato accompagnato da un aumento del 6,3% nei costi medi sostenuti per questa tipologia di vacanza. Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’osservatorio, ha sottolineato l’impegno economico dei turisti: “Per la vacanza principale in montagna, quest’estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona, mentre per uno short break la spesa si attesterà sui 344,20 euro a persona”.

Preferenze e comportamenti dei turisti

L’effetto delle alte temperature ha giocato un ruolo cruciale, contribuendo a una marcata propensione verso le destinazioni montane. La percentuale di italiani che, a inizio luglio, ha espresso l’intenzione di trascorrere la propria vacanza principale in montagna o in Appennino è salita al 19,1% del totale, segnando un incremento del 4,5% rispetto ai dati rilevati nella prima settimana di giugno.

L’estate 2026 si caratterizza anche per una riduzione della permanenza media dei visitatori italiani, scesa da 10,9 giorni dell’anno precedente a 9,2 giorni. Per quanto riguarda i mercati internazionali, si evidenzia una chiara differenziazione: alcuni turisti prolungano il soggiorno per dedicarsi ad attività sportive, mentre altri optano per brevi tappe di massimo due notti, inserite in itinerari più ampi.

Le prenotazioni hanno mostrato un anticipo significativo, concentrandosi ai margini della stagione estiva. Questo ha permesso alle destinazioni montane di rimanere attive e attrattive per periodi più estesi, ben oltre il tradizionale arco temporale di luglio-settembre. Il picco di occupazione si è registrato in particolare negli ultimi quindici giorni di agosto e durante la terza settimana di settembre.

In questo contesto, gli eventi sportivi si confermano un importante fattore di attrazione, capace di generare flussi turistici anche al di fuori dell’alta stagione.

Le mete montane più richieste e le caratteristiche delle destinazioni

Tra le mete montane più ambite per le vacanze estive, spiccano Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio e Courmayeur. Cortina d’Ampezzo si posiziona al primo posto con 2.717 voti, seguita da Madonna di Campiglio con 2.493 voti e Courmayeur con 2.105 voti. La classifica delle preferenze vede poi Livigno, Breuil-Cervinia, Ponte di Legno, San Candido, Bormio, Roccaraso e Sestriere tra le località più apprezzate.

Un crescente interesse si registra anche per le cosiddette “destinazioni minori”, sempre più apprezzate per le loro peculiarità.

Sauris è riconosciuta come la località più rilassante e tranquilla, mentre Moso in Passiria si distingue per essere la più green e sostenibile. Cortina d’Ampezzo si conferma la più trendy e lussuosa, e Madonna di Campiglio è indicata come la più giovanile e divertente. Per le famiglie con bambini, Ortisei rappresenta la scelta ideale, mentre Roccaraso offre il miglior rapporto prezzo/qualità. A livello regionale, il Trentino si conferma leader nell’offerta di montagna estiva, seguito da Alto Adige e Veneto.