C’è un luogo in Toscana dove, per tre giorni, sarà possibile immergersi nella cultura tibetana senza prendere un aereo. È Pomaia, frazione di Santa Luce, in provincia di Pisa, che dall’11 al 13 settembre 2026 ospiterà la sesta edizione del Festival del Tibet.
L’appuntamento si svolgerà negli spazi dell’Istituto Lama Tzong Khapa, uno dei principali centri di studio e pratica del buddhismo tibetano in Europa. L’edizione di quest’anno assume inoltre un significato particolare: l’Istituto celebra infatti i 50 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1976.
Il tema scelto per il Festival è “Ponti: 50 anni di incontri tra persone, culture e visioni del mondo”.
Non si tratta però di una manifestazione riservata a chi già conosce il buddhismo tibetano: è un’occasione aperta a tutti, anche a chi vuole semplicemente conoscere una cultura, una storia e una tradizione spirituale lontane dalla propria quotidianità.
Un viaggio tra meditazione, arte e tradizioni
Il programma mette insieme esperienze molto diverse. Ci saranno insegnamenti con maestri tibetani, meditazioni guidate, conferenze, mostre fotografiche, presentazioni di libri, workshop, laboratori, visite guidate, musica e spettacoli.
Uno degli elementi più suggestivi sarà il mandala di sabbia, la cui realizzazione è prevista durante il Festival.
Il lavoro artistico prenderà forma progressivamente e culminerà domenica 13 settembre con la sua dissoluzione, prevista alle 19. Un momento che permette di osservare da vicino una pratica artistica e spirituale fortemente legata alla tradizione buddhista tibetana.
Anche la giornata inaugurale, venerdì 11 settembre, propone un programma capace di creare immediatamente l’atmosfera del Festival. Alle 18 è prevista una mostra fotografica dedicata ai progetti umanitari di Yeshe Norbu, mentre alle 18.30 inizierà la realizzazione del mandala. La serata proseguirà con un AperiCena multietnico, un concerto di musica e mantra tibetani alle 20.30 e, successivamente, una meditazione notturna guidata nel Giardino del tè.
Il sabato sarà invece la giornata più intensa. Fin dal mattino sono previsti workshop di arte buddhista tibetana, appuntamenti dedicati alla mindfulness, insegnamenti, meditazione e incontri sul rapporto tra mente, vita quotidiana e spiritualità. Non mancheranno neppure attività dedicate alle famiglie e ai bambini.
Tra gli appuntamenti del pomeriggio figurano il workshop di cucina tibetana, le visite guidate, la pratica Tsa Tsa, laboratori, yoga Nejang, incontri con autori ed editori e momenti dedicati alla scoperta del buddhismo. La giornata terminerà con danze tibetane, una cena vegana, il concerto di musica tibetana di Dhundup Kalsang e la proiezione del film Mission: Joy, Finding Happiness in Troubled Times.
Anche la cucina diventa parte del viaggio
Il Festival non passa soltanto attraverso parole, meditazione e spiritualità. Anche il cibo diventa uno strumento per avvicinarsi alla cultura tibetana.
Durante le giornate saranno disponibili momenti di street food con i momo tibetani, oltre a workshop dedicati alla cucina tradizionale. Un modo decisamente più concreto per scoprire sapori e abitudini gastronomiche di una cultura che, per molti visitatori, rimane ancora poco conosciuta.
Domenica 13 settembre il programma proseguirà con altri incontri sulla meditazione, sul benessere emotivo e sulla tradizione buddhista, insieme a workshop, attività per bambini, visite guidate, cucina e arte. Alle 17.45 è prevista inoltre la conferenza celebrativa per i 50 anni dell’Istituto, prima del momento conclusivo con la dissoluzione del mandala di sabbia alle 19.
Pomaia, tre giorni per costruire ponti
È proprio il concetto di “ponte” a dare un significato particolare all’edizione 2026. Cinquant’anni di attività dell’Istituto Lama Tzong Khapa diventano l’occasione per raccontare il rapporto costruito nel tempo tra Pomaia, il Tibet e migliaia di persone che qui hanno incontrato la cultura e la spiritualità buddhista.
Per chi cerca qualcosa di diverso dai tradizionali eventi di settembre, dunque, Pomaia può diventare una destinazione insolita: tre giorni per ascoltare mantra, osservare un mandala prendere forma, assaggiare la cucina tibetana, partecipare a una meditazione o semplicemente curiosare tra libri, fotografie, arte e incontri.