A prima vista possono sembrare immagini ritoccate o paesaggi tropicali lontani dall'Italia. In realtà, anche il nostro Paese custodisce spiagge dalle tonalità sorprendenti, dove la sabbia può assumere sfumature rosa, nere, bianche e persino verdi.
Il colore non è un semplice effetto della luce. Dipende dalla composizione dei sedimenti: rocce, minerali, frammenti di organismi marini e materiali vulcanici vengono progressivamente frantumati e trasportati dal mare, fino a formare gli arenili.
In altre parole, osservare una spiaggia può significare leggere, almeno in parte, la storia geologica del territorio che la circonda.
La Spiaggia Rosa di Budelli: quando il colore arriva dal mare
Uno degli esempi più celebri è la Spiaggia Rosa di Budelli, nell'Arcipelago della Maddalena, in Sardegna.
Il suo caratteristico colore non è dovuto a una particolare roccia rosa, come si potrebbe pensare. Una componente fondamentale è costituita dai gusci calcarei di Miniacina miniacea, un piccolo foraminifero che vive associato alla Posidonia oceanica. A questi si aggiungono altri bioclasti, cioè frammenti di organismi marini, che contribuiscono alla composizione del sedimento. Lo conferma anche la cartografia geologica dell'ISPRA.
Il risultato è quella caratteristica tonalità rosata che ha reso Budelli famosa in tutto il mondo.
Ma proprio la sua bellezza ha reso la spiaggia particolarmente fragile.
L'arenile è sottoposto a tutela integrale e non è possibile accedervi liberamente, fare il bagno o sostare sulla spiaggia. Oggi la si può ammirare dal mare nel rispetto delle regole del Parco.
La tutela è importante anche perché in passato l'area ha subito l'impatto degli ancoraggi, del degrado della prateria di Posidonia e persino dell'asportazione della sabbia. La protezione ha permesso di preservare questo delicato equilibrio naturale.
Stromboli e le spiagge nere nate dal vulcano
Dal rosa si passa a un colore completamente diverso: il nero.
A Stromboli, nelle Isole Eolie, la Spiaggia Nera di Ficogrande è caratterizzata da sabbia nera e ciottoli vulcanici. È un paesaggio strettamente legato alla natura vulcanica dell'isola, dominata da uno dei vulcani più attivi d'Europa.
Qui il colore dell'arenile è quindi legato al materiale prodotto dall'attività vulcanica e successivamente modellato dagli agenti naturali.
È uno dei casi più intuitivi per capire quanto la geologia possa influenzare l'aspetto di una costa: dove prevalgono materiali vulcanici scuri, anche la spiaggia può assumere tonalità molto più profonde rispetto alle classiche distese dorate o bianche.
Il fenomeno non riguarda soltanto le isole vulcaniche. Uno studio scientifico del CNR sulle sabbie della costa pugliese ha evidenziato, per esempio, la presenza di minerali vulcanici scuri trasportati dai corsi d'acqua e poi distribuiti lungo il litorale. In alcune zone la concentrazione di questi minerali può arrivare a produrre vere e proprie fasce di sabbia scura.
Is Arutas: la spiaggia dei “chicchi di riso”
Un altro caso spettacolare si trova sulla costa occidentale della Sardegna, nella penisola del Sinis.
È Is Arutas, nel territorio di Cabras, famosa per i suoi granelli arrotondati che ricordano piccoli chicchi di riso.
Qui la sabbia è costituita in larga parte da quarzo, levigato dall'azione del mare. I granelli presentano tonalità che vanno dal bianco al rosa e al verde, creando un effetto cromatico particolarmente insolito.
Non è quindi una spiaggia semplicemente “bianca”: osservata da vicino, rivela una vera tavolozza naturale.
Anche in questo caso il colore è strettamente collegato alla composizione dei sedimenti e alla storia geologica dell'area.
Il mare, attraverso l'erosione e il trasporto, contribuisce nel tempo a modellare questi materiali fino a trasformarli nei caratteristici granelli che oggi ricoprono l'arenile.
Quando il bianco racconta la composizione della sabbia
Il bianco è probabilmente il colore che associamo più facilmente alle spiagge da cartolina. Ma anche in questo caso non esiste un'unica spiegazione.
In molte coste italiane la sabbia chiara è legata alla presenza di materiali carbonatici, quarzo o altri minerali chiari. In Sardegna, per esempio, numerosi arenili sono caratterizzati da sabbie bianche e finissime, mentre in alcune località della Sicilia il colore chiarissimo è legato anche alla presenza di pomice. È il caso della spiaggia di Acquacalda, a Lipari.
La tonalità che vediamo a riva è quindi il risultato della combinazione tra composizione dei sedimenti, granulometria, luce e condizioni del mare.
Ed è anche per questo che la stessa spiaggia può apparire diversa nell'arco della giornata: il sole, l'umidità della sabbia e il colore dell'acqua modificano la percezione visiva dell'arenile.
Una tavolozza naturale da proteggere
Rosa, nero, bianco o verde non sono soltanto colori capaci di rendere una spiaggia spettacolare nelle fotografie. Sono il risultato di processi naturali che possono richiedere tempi lunghissimi e che, in alcuni ambienti, sono estremamente delicati.
La Spiaggia Rosa di Budelli ne è un esempio evidente: il suo particolare equilibrio dipende dalla presenza della Posidonia, dagli organismi marini e dalle dinamiche delle correnti.
Anche per questo alcune delle spiagge più singolari d'Italia sono oggi sottoposte a regole specifiche. Non raccogliere sabbia, evitare di danneggiare la vegetazione e rispettare le aree protette significa contribuire a conservare proprio quei fenomeni che rendono questi luoghi così speciali.