Non ci sono grandi palchi, file davanti agli ingressi o platee racchiuse dentro un teatro. Per assistere a un concerto bisogna prima mettersi in cammino. È questa la caratteristica che rende particolari “I Suoni delle Dolomiti”, il festival che anche nel 2026 porta la musica tra le montagne del Trentino.

La 31ª edizione è in corso e proseguirà fino al 3 ottobre con 18 appuntamenti in 17 location delle Dolomiti trentine. Il principio è rimasto quello che accompagna la manifestazione fin dalla sua nascita: il pubblico raggiunge a piedi i luoghi scelti per i concerti, trasformando il percorso stesso in parte dell'esperienza.

Le esibizioni sono gratuite, con l'eccezione del Trekking dei Suoni.

La musica arriva in alta quota

Il calendario attraversa generi molto diversi, dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d'autore. E sono proprio i prossimi appuntamenti a rendere particolarmente interessante la parte finale della rassegna.

Il 2 settembre, alle 6 del mattino, il Sass Pordoi ospiterà “L'Alba delle Dolomiti”, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival. A esibirsi saranno le Belles of the Rockies, giovane ensemble statunitense di ottoni nato all'Università del Colorado. L'orario non è casuale: la musica accompagnerà il pubblico nel momento in cui la montagna si risveglia.

Dal 7 al 9 settembre sarà invece protagonista il Trekking dei Suoni nelle Pale di San Martino, con Mario Brunello e Gilles Apap.

Il percorso culminerà il 9 settembre a Prati Col, dove i due musicisti si esibiranno alle 12. Il trekking è uno degli esempi più evidenti della filosofia della manifestazione: il viaggio verso il concerto è parte integrante del concerto stesso.

A settembre arriveranno inoltre il controtenore Jakub Józef Orliński con Il Pomo d'Oro, il MediBa 4tet, Lucienne Renaudin Vary e Félicien Brut, i VOCES8 Scholars Ensemble, il trio jazz formato da Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, l'Alash Ensemble e Anna Castiglia.

La novità: musica e arrampicata

Tra gli appuntamenti più curiosi del 2026 c'è “Musica verticale”, nuovo progetto che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: la musica e l'arrampicata.

Il progetto partirà il 29 settembre al Teatro Navalge di Moena con l'alpinista Alexander Huber, la pianista e musicologa Chiara Schmidt, l'attore e scrittore Giuseppe Cederna e l'Ensemble Cortlys. L'incontro proseguirà poi il primo ottobre all'aperto, in località Gardeccia, nel gruppo del Catinaccio, portando musica e parole direttamente nell'ambiente montano.

È un'idea che sembra riassumere bene l'identità del festival: non portare semplicemente la musica in un luogo spettacolare, ma creare un rapporto tra arte, paesaggio, movimento e ascolto.

Il gran finale è con Daniele Silvestri

A chiudere l'edizione 2026 sarà Daniele Silvestri, il 3 ottobre alle 12, a Pian de Jiadoes, in Val Salei, nel gruppo del Sassolungo.

Anche in questo caso il pubblico dovrà raggiungere la location attraverso un percorso in montagna.

È proprio questo il tratto distintivo de “I Suoni delle Dolomiti”: le Dolomiti non fanno da semplice sfondo alle esibizioni, ma diventano parte della scena. Il silenzio, il cammino e il paesaggio contribuiscono a costruire un'esperienza diversa da quella di un normale concerto.

La manifestazione dedica inoltre attenzione all'accessibilità: quattro appuntamenti dell'edizione 2026 sono pensati per consentire la partecipazione anche a persone con disabilità. Il festival promuove così un'idea di turismo culturale legata alla sostenibilità, alla conoscenza del territorio e a una fruizione più consapevole della montagna.

Per chi cerca un modo diverso di vivere le Dolomiti, dunque, la proposta non è soltanto quella di assistere a un concerto. È quella di arrivarci. Un passo dopo l'altro, lasciandosi alle spalle il rumore della città fino a quando, tra rocce, prati e sentieri, comincia la musica.