Gerry Scotti, ospite alla seconda edizione del Festival dello Spettacolo, ha rilanciato l'appello per un accordo tra Rai e Mediaset, finalizzato a stabilire la conclusione dei programmi dell'access prime time alle 21.30. Il conduttore, il 6 novembre 2026, ha evidenziato come questa richiesta sia condivisa da circa un anno anche con Stefano De Martino, e sia stata reiterata in diverse occasioni.

L'obiettivo principale è evitare lo slittamento eccessivo della prima serata: un limite orario condiviso garantirebbe a spettatori e professionisti mezz'ora di sonno in più, permettendo ai programmi di prolungare la propria durata.

L'appello per l'access prime time

L'appello di Scotti è rivolto direttamente a Rai e Mediaset, con l'intento di fissare un orario di chiusura riconoscibile per la fascia che precede la prima serata. La questione non risiede nella qualità dei singoli programmi, bensì nell'effetto domino che l'assenza di un limite temporale provoca sull'intera programmazione.

Una regola condivisa contribuirebbe a rendere la serata televisiva più ordinata, permettendo alla competizione di concentrarsi esclusivamente sulla qualità dei contenuti.

Il rapporto con Stefano De Martino

Riguardo al confronto con Affari Tuoi, Scotti ha respinto l'idea di una contrapposizione personale con Stefano De Martino. Ha espresso il suo rispetto, la sua stima e la sua simpatia per il collega, definendolo un giovane professionista di talento. La sua affermazione, "ci vogliamo bene", sintetizza il senso: la competizione legata agli ascolti è una realtà, ma non si traduce in rivalità privata. Questo chiarimento è rilevante poiché La Ruota della Fortuna e il programma Rai occupano la medesima fascia oraria, venendo spesso interpretati come emblemi della sfida tra le emittenti.

La Ruota della Fortuna e la sfida dell'access

Il successo de La Ruota della Fortuna si inserisce in questa riflessione. Scotti ha evidenziato che, se entrambe le trasmissioni riescono a catalizzare l'attenzione di circa quattro milioni di spettatori, ciò dimostra l'ottimo lavoro svolto. La sua posizione non intende eliminare il confronto tra i programmi, ma piuttosto inquadrarlo in una prospettiva più limpida. L'auspicato accordo per il termine delle trasmissioni alle 21.30 servirebbe dunque a salvaguardare gli equilibri del palinsesto e le abitudini del pubblico, evitando un progressivo prolungamento serale.