A Roma, il 6 ottobre 2026, l'attenzione del mondo sportivo italiano si è concentrata su Palazzo H, sede del CONI, dove era imminente la riunione della Giunta. In questo contesto di grande attesa, Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, è intervenuto sulla delicata questione che vede contrapposti il CONI e la FIGC. Al centro delle sue dichiarazioni vi è stato l'eventuale accordo sul commissariamento della Federcalcio, un tema che ha acceso un acceso dibattito e che rappresenta un momento cruciale nel confronto istituzionale in atto.

Petrucci ha scelto di esprimere una posizione che coniuga prudenza e chiarezza, mirando a stemperare le tensioni. "Se si farà l'accordo per il commissariamento sono contento perché è prevalso il buon senso, ma così non ci sono vincitori", ha affermato il numero uno della Federbasket. Il suo intervento è stato interpretato come un invito a superare la logica dello scontro, sottolineando la necessità di una soluzione che non venga percepita come il trionfo di una parte sull'altra, bensì come un risultato condiviso nell'interesse superiore dello sport.

Il richiamo al buon senso

Proseguendo nel suo discorso, Petrucci ha ribadito la profonda preoccupazione per il clima di tensione che ha caratterizzato la vicenda. "Io avevo detto che avevamo toccato il fondo, lo sport non si salva con i pareri. Oggi se c'è un vincitore è solo il ct Mancini", ha aggiunto con fermezza. Questa dichiarazione rafforza la volontà di porre al centro l'interesse generale del sistema sportivo, distogliendo l'attenzione dall'esito tecnico o procedurale della disputa tra CONI e FIGC e focalizzandosi sul valore etico e di immagine.

Il nodo del commissariamento rimane, dunque, il punto più sensibile sia dal punto di vista politico che sportivo. Petrucci, pur non annunciando decisioni né attribuendo responsabilità specifiche, ha chiaramente indicato nel buon senso l'unica strada percorribile per chiudere una fase giudicata universalmente critica.

La sua posizione, espressa al suo arrivo nella sede del CONI, si inserisce nelle ore decisive che precedono l'apertura del confronto della Giunta sul complesso dossier riguardante la Federcalcio.

Il quadro della trattativa

Nel contesto di questa importante riunione, è emersa con forza una possibile soluzione di compromesso che potrebbe sbloccare l'impasse: l'ipotesi della nomina di Giovanni Malagò a commissario straordinario. Questa eventualità sarebbe stata attentamente valutata da Buonfiglio, a seguito di un periodo caratterizzato da intense tensioni, complesse trattative e l'analisi di numerosi pareri legali. La valutazione avrebbe incluso anche il consulto con alcuni dei presidenti federali più esperti presenti a Palazzo H.

La questione formale che ha alimentato gran parte del confronto riguarda la presunta mancanza del tesseramento dell'attuale presidente della FIGC al momento della sua candidatura, circostanza definita come "una grave violazione". Questo scenario, che vede il presidente del CONI stesso potenzialmente assumere il ruolo di commissario della Federcalcio, viene considerato da molti osservatori come paradossale. Malagò, infatti, è stato eletto da pochi mesi con quasi il consenso unanime, e si troverebbe ora in una posizione in cui, a causa di una questione formale, potrebbe essere coinvolto in una situazione che gli conferirebbe poteri ancora più ampi.